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Terra

E guardo te
dalla penombra di questi cementi,
dall'alto dei miei occhi ancora accesi
penso:
quanto sei regale laggiù,
quanto sei struggente!
Sei bella,
un sogno puro!

Ma non riesco mai a vederti intera,
vorrei poterti stringere a me tutta,
vorrei sentire scorrere ogni stelo d'ogni prato
sotto la mia mano,
un gesto solo:
accarezzarti come s'accarezza un viso.
Immergermi nei tuoi respiri,
le vie segrete del tuo cuore incandescente,
annegare nell'oceano congelato
e rifiorire tra i capelli tuoi di grano
su brughiere calde all'occidente.

E allora affondo le mie dita nella sabbia,
e per mancanza scavo,
scavo nel tuo grembo sempre acceso,
scavo per sentirti calda sotto mano,
scavo per graffiarti,
consumarti.

E poi mi sciolgo nell'argilla
ed ogni forma mi conviene,
ogni sostanza mi appartiene,
ogni caverna mi contiene
e la tua voce di pianeta,
giunge al cuore del poeta,
traversando le sue vene.

 

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