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Occhi di paglia

La città è la mia ma sembra cambiata
vedo sorrisi maligni e sguardi infernali
nelle vetrine
nelle insegne
nei muri dipinti
negli autobus fermi
nelle nuvole grigie
ho voglia di
correre
e urlare
e volare
e sparire
vomitare il cervello
e rinascere
per sentire che sapore ha
una vita migliore

e


e uscire dalla città
ritrovarmi in un prato di giorno
col sole che brilla
e accarezza la pelle con un vento leggero
sssshhhh... silenzio
solo il rumore delle spighe che danzano
corro e incrocio i suoi occhi di paglia
mi fermo
ha un sorriso dolce e braccia magre
vestiti sdruciti
immobile
lo guardo fisso e mi sembra di vederlo piangere
ma è impossibile
il pianto di uno spaventapasseri
è soltanto l’ennesima
illusione.

 

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0 recensioni:

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21 commenti:

  • Anonimo il 01/04/2009 12:18
    Anche io ho scritto una stronzata sugli spaventapasseri tempo fa.
    Ma la tua non è una stronzata.
    La tua è una Poesia.
    Ciao Duccio
  • sara rota il 10/07/2007 08:21
    È vero: tante volte la città riduce le persone come amebe, costrette a percorrere strade ormai note solo per andare a lavorare, senza apprezzare nulla... Un prato fiorito al contrario trasmette serenità, voglia di correre e sentirsi liberi di ammirare e pensare con gioia a quella natura stupenda che ci circonda. Anche se un'illusione... è bella. Un bel 9.
  • Ugo Mastrogiovanni il 25/05/2007 15:54
    Questi versi hanno un ritmo, attaggono per la loro umanità, piacciono perchè hanno un'anima.
  • Duccio Monfardini il 25/05/2007 14:44
    x ivan:
    il prato verde le spighe che danzano il sole che accarezza la pelle: sogni x chi vive in una peroferia triste. Sogno impossibile, così come è impossibile veder piangere uno spaventapasseri... eppure sarebbe bello se quegli strani e goffi fantocci avessero dentro un filo di vita, mescolato alla paglia... oppure sono io che sono un inguaribile sognatore.
  • Ivan Iurato il 24/05/2007 12:01
    piaciuta in particolar modo la seconda parte... certo è che mi sfugge in pieno dove vuoi andare a parare... la metafora non è chiarissima.
  • Anonimo il 23/05/2007 11:48
    Duccio...è bella questa poesia, che canta di solitudine tra la gente, e desiderio di natura e di comunicazione interiore con il mondo e la natura. Mi è piaciuta tanto. Correggi la parola sguardi all'inizio.
  • Federico Magi il 22/05/2007 15:34
    Che coincidenza. Hai più che ragione, due spaventapasseri in un breve lasso di tempo. Due spaventapasseri malinconici, poi. Mi piacciono soprattutto i tuoi versi di chiusura, solitamente i più difficili da comporre.
  • Margherita Ghirardi il 22/05/2007 14:19
    bellissima davvero...
    mi hai trasmesso delle forti emozioni. Grazie
  • Diana Moretti il 22/05/2007 08:37
    ritmo e musicalità molto ben fatti.. con le due "e" in mezzo togli il respiro.. bravo. complimenti! A rileggerci.
  • sabrina pieraccioni il 22/05/2007 01:28
    veramente bella i miei complimenti...
  • Claudio Amicucci il 22/05/2007 00:16
    Bella, espressiva, profonda nell'analisi della prima parte.
    La seconda parte è stupenda.
  • laura cuppone il 22/05/2007 00:10
    quanta gente è considerata tale... spaventapasseri.. so di che parli e non è bello.. nessuno ti vede tranne gli uccelli... che non ti temono anzi, ci parli... L
  • celeste il 21/05/2007 21:07
    mi piace, intensa, bravo
  • Anonimo il 21/05/2007 20:02
    Bravissimo Duccio come sempre le tue poesie sono molto interessanti, ciao.
  • roberto mestrone il 21/05/2007 18:24
    Duccio,
    le tue spighe e i tuoi spaventapasseri sono anime che solo un romantico sognatore riesce ad accarezzare...
    Bravissimo...
    Ro

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