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Ancora mostri

Nell' incontro quotidiano
appena alzato, mi sento strano
eccomi allo specchio

ma non sono più io
il bambino che ero
e' sbriciolato, trasformato

da mille problemi e situazioni
in un mostro a tre teste
lingue che saettano

occhi ininettati di sangue.
Terrorizzato dalla mia immagine
esco fuori nudo, e come me

incontro ancora mostri
chi con quattro braccia
chi con un occhio solo

chi con una testa gigante
insomma, solo dei bambini
in un prato a giocare

con il loro cane di guardia
e un' albero gigante mi rasserenano
e lentamente, torno come loro.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 30/07/2015 19:06
    Mi congratulo di cuore per questa tua bella!

2 commenti:

  • Anonimo il 27/09/2011 14:35
    Una bellissima poesia... mi fa riflettere molto, bravissimo Raffaele!
  • Ettore Vita il 26/09/2011 16:54
    Lasciate che i pargoli vengano a me perchè di essi è il regno dei cieli.
    I bambini fanno tenerezza, sono gracili, indifesi, spontanei (meglio istintivi).
    Ma mi domando meglio l'istinto, l'IO Bambino o la ragione, ovvero l'IO Adulto.
    Tu non ti riconosci quando ti guardi allo specchio; nemmeno io mi riconosco e tutti mutiamo in continuazione.
    Ma oggi ho ascoltato una trasmissione per radio; dei bambini facevano la cronaca di un caso spiacevole, non li ho trovati spontanei, anzi plagiati, costruiti, indottrinati.
    Bella comunque la poesia.

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