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L'urlo di Gramsci

Mentre freme il guardaroba senza luce,
nessuno sente il bubbolìo dei sommer(s)si:
la legge è legge e chi guida è guida.
Ma Antonio urla,
e chi lo sente - non importa
(è la regola) (that's the rule).
Urla per i fratelli di carta,
reclusi anch'essi, sugli altipiani
delle borse, per i rozzi scacchi
di chi è già partito,
per i maniscalchi inconsapevoli,
e per gli inchini tradizionali.
Alle sbarre - battono i denti.
Un terremoto di farfalle si estingue in un colpetto di tosse.

 

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