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“Notte vedova del sud”

Nel trascorrere perpetuo
d’una calda,
anonima e silente,
notte vedova del sud,
la voce di una donna,
che percorre il seminato,
dai pascoli fioriti
giunge agli animi notturni.

La luna nera in cielo,
sotto questa ninnananna,
fende i tessili ricordi
di un amore già svenuto…
E quel meraviglioso canto
d’un’amante a piedi nudi
adesso prende forza:
abbraccia pure gli agrumeti.

È una sorta d’ipnotismo
che racconta a tutti il sole
e la luce che splendeva
nel suo impavido fervore,
quando accanto a sé vedeva
la ragione di un amore.

Ancora piangi sotto il grigio della luna,
mediterranea donna
che la morte rese sola,
il tuo camminar non sfuma
e raggiungi amare sabbie:
fredda polvere a Sorrento
che ti sfiora il passo e il canto
per colui che fu soltanto.
Oh splendida creatura dai colori tristi e scuri,
nel tuo canto ti domandi:
puoi lasciar soli i bambini?
Impavida signora che veracità colora,
innanzi a questo mare,
t’inginocchi ormai sfinita:
che pretende ora da te,
cosa vuole questa vita?
E il pensiero del futuro
che t’affligge fin da qui…
Tu desideri soltanto
di affogare nel suo abbraccio,
nel calore di quell’uomo
che giurò di starti accanto…
Ed ora i solchi di ogni giorno
ti si avvinghiano sul petto,
vedi scuro tutto intorno

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6 commenti:

  • ciro la ferola il 29/04/2011 15:31
    grazie laura, concordo su tutto, anche sulla mancata musicalità del finale, a me personalmente ha sempre stonato, ma non ho mai avuto il cuore di cambiarlo così da come era nato naturalmente e spontaneamente...
  • laura cuppone il 29/04/2011 14:05
    bella bella bella...
    l'atmosfera
    la cantilena
    Sorrento
    Sud...

    la fine. meno musicale del resto
    ma con la speranza
    nel futuro...

    Laura
  • mariella mulas il 22/05/2007 16:17
    Eh si vede che te ne intendi di poesia! Decrizione molto intensa del dolore e del rimpianto!!

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