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Gli alberi spogli

Ascolta: ho incontrato nei versi
la gioia che dura,
la felicità degli altri.
Io scrivo con cura
la verità dei miei giorni;
l'amore per me è finito,
ora incontro la vita:
la mia notte più scura.

C'erano giorni assolati
e risi di visi passati;
a volte ho ancora quel riso
illuso sul viso marhiato.
Ma non è più la vita di prima.
Cadevano le foglie da chiome
illuminate fin sui nostri
corpi di minuscoli bambini
stesi a terra perchè a volte
ci facevamo male
ed assaggiavamo l'amaro
di questo nostro esistere
sotto i raggi del sole.
Ora le mie ginocchia sono intatte,
non perdo sangue da tempo,
ma come quelle foglie morte
sotto i miei primi passi,
mi disintegro lento.

Allora poggio la testa al muro
e vivo una pienezza
di dolore.

 

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3 commenti:

  • Alexis Blondel il 03/11/2012 01:44
  • Anonimo il 30/09/2011 18:31
    "Allora poggio la testa al muro / e vivo una pienezza / di dolore." Sì, molto bella questo colloquio" introspettivo. Ma, amara. Meglio dare un senso a tutto, anche sbagliato, è vitale esorcizzare questi vuoti, poichè sanno di arresa.
    (p. s., c'è qualche refuso, scusa)
  • loretta margherita citarei il 30/09/2011 17:57
    bellissima complimenti notevole

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