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L'istmo di Corinto

Quale tormento gli dei mi hanno destinato
Occhi per vedere
Orecchie per sentire,
e tu
che lamenti il di e la notte,
sazio e ottuso
come chi si abbevera con voracia
alle sponde del Lete,
non vedi che per me è sempre luminoso giorno?
Non v'è pace per chi si affanna
Per sentieri sperduti,
non v'è sonno per chi riposa
all'ombra di fiori colorati.

 

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