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Che barba, che noia, che barba!

Uffa!
Blatera a sproposito
urlando il capoufficio
di primo mattino..

bestemmia in risposta
all'ingiusta critica subita
l'operaio offeso...
co gli altri s'apparta, vocifera,
facendo il martire, poverino.

Mi si rimpunta il cappuccino
da poco preso...
mastico nervoso veleno.

Eppur mi sono svegliata
pensando ad un giorno sereno.

Arrivando al parco
m'accingo al lavoro
ma ecco levarsi
dai passanti un coro
di profonda lamentazione:

chi più non arriva coi soldi
a fine mese
gravato dalle spese,
gli anziani a recriminare
perchè non basta la pensione,

chi afflitto è dagli acciacchi,
chi più non sopporta gli attacchi
in colpi bassi della malasorte,
altri che piangon il congiunto
preso da poco dalla morte...

Poi, dulcis in fundo,
agli orecchi giunge
l'unanime coro
di coloro
in gruppo a passeggiare...
insulti a non finire
per il non decoro
del politico a governare
e un gran da farsi a formulare
alternative e soluzioni
esternando malesseri
da tempo repressi,
vittime illustri, popolo degli oppressi.

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8 commenti:

  • Grazia Denaro il 20/01/2012 23:56
    Esplicata eccezionalmente!
  • Don Pompeo Mongiello il 03/10/2011 15:16
    Molto piaciuta ed apprezzata questa tua come al solito eccezionale!
  • Giacomo Scimonelli il 02/10/2011 17:54
    bravissima... lettura piacevolissima
  • karen tognini il 01/10/2011 21:32
    È sempre bello leggerti Lor... sei unica!!!
  • Anonimo il 01/10/2011 20:33
    Il titolo mi ricorda una famosa coppia di comici. Bravissima signora Loretta.
  • Anonimo il 01/10/2011 20:18
    Amica mia, la poesia è cibo per l'anima, ma non per il corpo. Per il corpo abbiamo un santone che ha a cuore tutti i problemi degli Italiani e, come dice lui, ha aiutato tante povere famiglie. Gli si potrebbe fare solo un appunto sul fatto che considera famiglie solamente quelle formate da una giovane donna, con adeguati attributi.
  • cristiano comelli il 01/10/2011 18:52
    Assente dal sito da un po' di tempo mi sono imbattuto in questa poesia di buona levatura della signora Citarei, con la quale mi complimento. I fastidi che certi aspetti del quotidiano ci mettono dinanzi allo sguardo e al cuore sono finemente levigati e poi definitivamente umiliati dal potere taumaturgico di una scrittura che non conosce confini se non quelli della strada che porta sempre da un uomo a un altro uomo. Complimenti.
  • Anonimo il 01/10/2011 18:24
    Bello sfogo in rima! Hai ragione... che barba che noia!
    "Scrivendo
    è come si compiesse una magia
    e serena, fra le nuvole,
    levita, finalmente, l'anima mia.
    concordo con te amica mia..."
    Bellissima.

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