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Ma l'ascensore arriva al primo piano?

Al terzo piano
davanti alle aule del conservatorio
tanti piccoli pianoforti
dismessi
ognuno ha un suo piccolo
difetto un suo modo di stonare
quasi canti di bimbi
rimasti bimbi



C'è una voglia di scendere
al secondo e al primo piano
per trovare
uno scetticismo che non venga
alla fine semplicemente cacciato
via...

C'è una lunga serie di amici al secondo piano
scettici blue
differentemente delusi
che ancora mi chiedono di esistere
nel modo reale
diverso da me...



Infine gli amori
per loro il primo piano è d'obbligo
per loro bisogna immaginare
una serie di violini
con le note acute
così vicine
è facilissimo stonare
per loro poi siamo sempre noi
che facciamo le note
quelle che ci fanno sognare
o delirare
sono le stesse
una magia verde
che non finisce mai di sorprenderci.

 

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5 commenti:

  • roberto caterina il 03/10/2011 09:11
    Grazie per i vostri commenti e apprezzamenti. Due precisazioni. L'ascensore scende -anche se il ritmo è ascensionale- e non si sa se si ferma al primo piano (non a piano terra). Non è sempre possibile arrivare colà e non a tutti riesce. Grazie
  • Vincenzo Capitanucci il 03/10/2011 08:30
    Arrivare al piano terra... dove è facillisimo stonare... ma sono lì le nostre radici... radicate fra sogni e deliri... intrecciate...

    Piaciuta molto... Roberto...
  • Anonimo il 02/10/2011 18:32
    Un ritmo ascensionale, passami il termine. Gradita nel suo insieme. Bravo Roberto.
  • loretta margherita citarei il 02/10/2011 17:14
    molto originale apprezzata
  • Anonimo il 02/10/2011 16:27
    complimenti originale ben scritta e piena di belle metafore... bravo Roberto molto apprezzata... carla

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