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Meditationes

Il tempo che mi resta
può
essere un ruggito
un grido
tagliente contro maschere.
Il prezzo dei capelli grigi
odor di carriere
sulle spine di pesce
di pavimenti incerati.

Non farò ottima lana inglese
del tempo che mi resta.
La marea ha denudato
il limaccio. La laguna
è pregna di striduli voli.
Contenitori di Marghera
brillante acciaio
con scritto Agip
staccano la terraferma
non dettano realtà.

Vibrano le grandi ruote
sul mio ponte-avvenire.
Vedo
la barca e il suo filo
di seta,
piccola scia.
Il timoniere tra casse
di verdura e frutta
sente la dea avvicinarsi.

Com'è che un ottimo vino
si traduce in sbieco rumore?

Il tempo che mi resta
io lo passo
a capire se ciò che vedo
è crepa della pietra
o pallore
della mia vita perduta.

Camicie strette
- lisa realtà metropolitana -
i tuoi merletti d'angoscia
stracciati dal sole
che sorge
dall'ultimo parco
sulla laguna
disco-tuorlo
occhio incendiario.

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3 commenti:

  • mauri huis il 26/01/2012 10:14
    Che angoscia, che angoscia traspare da questa lirica infinita e finalizzata all'ultima strofa in cui finalmente esce l'urlo di disperazione. Che dire? Bella ma triste. d'altronde... anche questa è la vita. Forza e coraggio!
  • Raffaele Arena il 06/10/2011 00:51
    Emozione lacinante espressa in modo forse ametrico ma efficace. Questa Venezia decadente poi. Sembra di viverla! Bella, emozionante!
  • Anonimo il 05/10/2011 16:46
    molto bella... meditazioni che dovremmo far tutti riflettere su ciò che è stato, ciò che sarà ... apprezzata brava

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