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Alluvione in Polesine

Acqua
il destino mi insegnò a berti
senza dirmi che un giorno
ti avrei dovuto maledire;
dove mai celasti
l'esile ma fiera casa
in cui giocai a scoprire la mia gioventù
in cui rinvenni
tra la prima bicicletta
e il fischio di usignuolo
di campi orgogliosi
l'essenza dell'amare
e dell'essere amato?
E tu, indifferente Po,
di cui le mie mille corse fanciulle
amarono gorgoglii e rive
da quale natura demone fosti invaso
per desiderare graffiare per sempre
il mio spirito ribollente
di contadino e rodigino?
Potessi avere le mani tanto possenti
da sfilare la Cavarzere che mi sottraesti
dalle tue labbra color acciaio
potessi schiaffeggiare la tua foce
per sapere dove tu abbia nascosto
i sorrisi vigorosi di mio padre
e le ninna nanne di cristallo di mia madre.
Potesse il mio sguardo
strappare dal ventre del cielo
la nuvola in cui intrappolasti
la voce sincera e spumeggiante dei campi.
No, Po
nei miei occhi non ti custodivo traditore
capire so
che tornerai ad amarci
io troverò forse la forza di perdonarti
maai miei ricordi
non puoi chiedere di dimenticare
quel giorno in cui ti compiacesti
di odiare i nostri affetti, i nostri futuri
le nostre vite innocenti
per vestirti di fiume tiranno.

 

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2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 05/10/2011 21:20
    sono tristi ricordi, come lo ebbi io col terremoto del 97 che prese la zona umbra da abitata
  • Anonimo il 05/10/2011 20:35
    L'ho letta in silenzio. Molto sentita.

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