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BEAT GENERATION (SPERIMENTAZIONE IN VERSI SCIOLTI)

Esisteva un tempo molto lontano
in cui gli uomini non si curavano di niente.
Venivano da anni di sofferenza disillusione cinismo.
Era un tempo quello
dove il tramonto moriva cadendo nel mare
e i gabbiani sfilavano invisibili
oltre l’orizzonte.
Le persone parevano come alberi d’autunno
e la musica fischiava come fili tra le porte.
Era come un delirio nell’aria una noia una scatola di cemento nello spazio.
Era un tempo quello
in cui tutti erano rinchiusi incapaci.
Erano sordi e ciechi e muti.
Era il tempo dell’inizio del prima di ciò che sarebbe stato dopo.
Era il tempo del già vissuto.
Tutto era così immobile
come una ragazza che ride nello schiaffo di un momento.
Senza logica né programmazione.
Senza luce né vita.
Senza nessun colore.
Eppure l’uomo è una lucida follia. Un arco inconsapevole. Un punto di dolore.
Si dolore.
Lo slancio del nuovo. Di una faccia. Di un’impronta.
E nel dolore c’è chi trovò ancora silenzi. Parole da riempire. Davanzali da cui affacciarsi.

Erano chiodi scolpiti nel petto però.

Si perché noi che siamo voci fra due virgole che vagano nel vento.
Incapaci di capire di vedere di sapere.
Noi che siamo raggi di stelle che s’incamminano nell’universo
pollini di fiori gambe di bambini che corrono sulla spiaggia.
Noi che siamo coriandoli gettati sulle strade
sassi nelle serate d’inverno.
Noi abbiamo un’impossibile che ci spinge a cercare e a vivere e a sperare.
Siamo quei racconti di favole del come
“c’era una volta”.
E tutto così cominciò dal buio. Dall’infinito.
L’infinito della dispersione del nulla del desiderio di se e dell’altro.
Arte direi. In una parola
ARTE.
Era arte quella sorta d’illusione
come un bicchiere di vino bevuto in compagnia.

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6 commenti:

  • Claudio Amicucci il 05/07/2007 17:01
    Bravo Valerio: Aleister dice bene: sa di blues quel blues che ho suonato nelle balere degli anni 60/70. Poi sono arrivate le discoteche e l'incanto si è un po' spezzato! Ma di emozioni me ne hai ridate tante: grazie. E per chi non è vissuto in quell'epoca posso confermare il titolo: noi della beat generation eravamo così. Ciao Claudio
  • Luana Zampieri il 28/06/2007 00:47
    bella, mi fa sognare un pò. BRAVO
  • Mario Secondo il 23/05/2007 12:39
    C'è tanta roba Valerio. Bellissima l'immagine dei binari sospesi nel buio! Complimenti. MS:
  • roberto mestrone il 23/05/2007 09:50
    Intensa e compiuta ballata che pulsa nel petto di un ''giovane leone''...
    Stupendo l'incipìt della seconda parte: ''Noi siamo voci fra due virgole che vagano nel tempo''...
    Molto intenso...!
    Bravo!
    Ro

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