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Alla mensa dei Francescani

Fà male
il gracidare avvelenato di questa vita
rintanato in un frammento di olezzante cartone
mentre il mondo si rincorre e si supera
tra sale e binari di una stritolante stazione.
Lo sguardo annebbiato dai fallimenti
percepisce appena in un orizzonte di rame
l'impronta rinfrescante di una croce
che conduce a soave profumo di minestra;
eccola,
la lacerante voce che mi bastona dentro
fin nei visceri più inesplorati dal respiro
entrare e accomodarsi
per raccontare alla vita la tua stessa vita
tra l'abbraccio alle labbra
di un piatto di pasta e un thè caldo;
è scoprire l'illusione inebriante
che esistere non è maledizione
che per qualche minuto allenta la morsa
questo mio vestito sgualcito e umido
in cui il mondo mi etichetta
clochard, sans papier o barbone;
a te frate dal bonario sorriso
posso offrire soltanto le mie lacrime
la giostra, fuori da questi cancelli
che profumano del Dio che accoglie
riprenderà a girare
vorticosa, incomprensibile
incomprimibile
tra una bottiglia di vino
che rantola sarcasmo e indifferenza
sui miei pensieri inebetiti.
Ma domani, ora lo so
la tua delicata fierezza di francescano
mi disegnerà ancora un posto
sul suo cuore e in quella grande sala
la minestra si aprirà a festa
come corolla luccicante di un fiore
e per pochi frammenti di minuti
mi riscorgerò uomo.

 

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9 commenti:

  • Anonimo il 12/10/2011 10:16
    Poesia molto intensa, interessante. Amo i frati francescani... ho avuto l'immenso piacere di conoscere i posti dove pregava S. Francesco... atmosfera magica.
    Bravo Cristiano.
  • cristiano comelli il 11/10/2011 21:09
    Intanto grazie a tutti della sensibilità verso questo problema che sento molto mio. E lo sento perchè, anni fa, due amici mi coinvolsero da volontario proprio in una mensa di francescani e mi vengono ancora gli occhi lucidi a pensare a quanta umanità ho visto in quelle persone che sedevano ai tavoli; si parlava di varia umanità, dal calcio all'esistenza umana nel suo complesso, e ogni volta ne uscivo arricchito. Dio, poi, mi ha concesso di poter prestare servizio civile in una mensa analoga con i frati cappuccini. E ho sempre avvertito il poco di quanto facevo rispetto al tanto che mi davano.
    E se barbone vero fosse chi non sentisse l'umanità del barbone, termine che peraltro ho sempre detestato?
  • Anonimo il 11/10/2011 20:54
    Qualche volta ci ho mangiato. Conosco l'atmosfera che regna.
  • karen tognini il 11/10/2011 19:57
    adoro i frati francescani... S. Francesco è il mio santo preferito...
    credo che la loro accoglienza sia meravigliosa...
    Bravo Cristiano...
  • Anonimo il 11/10/2011 19:03
    In fondo basta poco per accogliere l'altro! La minestra è soltanto, almeno per come la interpreto io, il simbolo del calore umano, della condivisione, della fratellanza. Complimenti per i tuoi pensieri.
  • loretta margherita citarei il 11/10/2011 18:22
    incantevole 5 stelle complimenti
  • Ada Piras il 11/10/2011 17:50
    Molto bella... complimenti..
  • cristiano comelli il 11/10/2011 17:37
    Bene, caro Capitanucci, era esattamente quanto intendevo.
    Cordialità.
  • Vincenzo Capitanucci il 11/10/2011 17:27
    I Poverelli disprezzati da Tutti...(in Francia Coluche.. che era un comico... ha aperto una catena di Ristoranti del cuore) accolti dalle braccia di San Francesco...
    "Non erano della stessa sponda, ma cercavano lo stesso porto" cantava Brel...
    ... per raccontare alla vita la tua stessa vita...

    e per pochi frammenti di minuti
    mi riscorgerò uomo...

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