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A Luigi Tenco

Sono ardere di lacrime
mentre il Piemonte che mi fu culla
scompare nella nebbia di cristallo
del mio allontanarmi e dirigermi
verso palcoscenici dorati
luci e colori
di cui un cantautore
desidera vivere imbevuto
tra soffi leggeri e mai uguali di note
e con l'ancella fedele di una voce
intrisa d'orgoglio e malinconia.
"Devo andare via, madre
la musica mi ha chiamato
perdonami
se me ne sono innamorato
sulla mia anima c'è il nome di un treno,
destinazione Sanremo".
"La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare,
guardare ogni giorno, se piove o c'è il sole,
per saper se domani si vive o si umore"
questo sono io, Luigi
dissi a quel palco
che tremava più di me
mentre supplicavo la musica
di non mutarsi in pugnale
e rivelarsi a me in delusione;
quella sera la melodia
si addormentò con me
lasciarti so soltanto uomo
la missione dell'averti amato cantando.
Sì. mi lasciai annullare
dal respiro di rame di quella pistola
ma sempre mi troverai a camminare con te
in semplici, ma maestosi
fruscii di vinile
in cui riposa la mia rondine d'artista.

 

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7 commenti:

  • loretta margherita citarei il 12/10/2011 21:31
    doveroso omaggio ad un grande bella poesia
  • cristiano comelli il 12/10/2011 21:19
    Vorrei elevare verso il cielo i vostri complimenti perchè il merito è tutto di Luigi. Le mie sono solo modeste parole, peraltro insufficienti, per ricordarlo. Nella consapevolezza che la sua musica continuerà a portarci... Lontano lontano.
  • Michelangelo Cervellera il 12/10/2011 19:51
    Un compositore (come lui amava chiamarsi), è vero ciò che dici, un cantante che ha portato sia parole dolci che testi impegnati socialmente. Una bella poesia nel ricordo di un grande uomo.
    Michelangelo
  • Anonimo il 12/10/2011 19:51
    Caro Cristiano, sono d'accordo con te... ricordo bene quando cantò la canzone "ciao amore ciao" cantata a Sanremo... la cantò anche Dalida. Ricordo tutto quello che era successo dopo... una vera tragedia.
  • Ada Piras il 12/10/2011 19:24
    Lui era più avanti degli altri... sempre tardi ce ne rendiamo conto... ma le sue
    canzoni così attuali ancora oggi perchè profondamente vere... Una dedica che
    non può fare che piacere nel suo ricordo...
  • cristiano comelli il 12/10/2011 19:07
    Cara signora Collura, io quando il grande Luigi cantava non ero ancora nato. Le sue canzoni mi sono però entrate dentro fin da subito, per dolcezza e testi mai banali e molte volte improntati a un impegno sociale per quei tempi abbastanza raro nel mondo artistico. La stessa "Ciao amore ciao" la cui estromissione dalla finale del festival di Sanremo lo indusse a por fine ai suoi giorni con soli ventinove anni sulle spalle è un invito a riscopire la vita semplice, "il grano da crescere e i campi da arare".
    Potrei ricordare decine di canzoni, da Misono innamorato di te a Quando, fino all'intensissima Lontano lontano. Quando sono stato a visitare la sua tomba al cimitero di Ricaldone ho pianto e gli hochiesto di darmi, se lo volesse, la forza per poter comunicare al mondo ciò che lui avrebbe desiderato comunicare. Non ne sono capace, lo so, lui è per me un esempio artistico che mai potrò raggiungere. Ricordarlo con una riflessione in versi mi pareva il minimo. E mi resta una domanda: perchè Luigi, perchè quel giorno la morte vinse sulla vita, tu che nelle tue canzoni eri emozioni infinite? Se ci sarà un Paradiso, e ne sono convinto, è tra le prime persone che vorrei incontrare. Se mi concederà l'onore di poter suonare insieme a lui. Un sogno? Ma, chissà. Ti voglio bene, Luigi, dovunque tu sia.
  • Anonimo il 12/10/2011 19:01
    Bravo Cristiano. Intensa poesia dedicata a Luigi Tengo (ogni tanto canto le sue canzoni).
    Grazie per avercelo ricordato.

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