accedi   |   crea nuovo account

Figlio che non fosti ma sarai

Ti desiderai, ti custodii
come un gladiolo argentato
scalpitante esito
del mio demiurgico afflato materno;
le tue prime dita appena sbocciate
fiorivano ballerine
sull'orgoglio del mio grembo
i tuoi piedini a rendermi le notti
dolcemente, teneramente insonni
eredità di amore incomprimibile;
scintillavano nei miei occhi
babbucce, omogeneizzati e pannolini
persino il girello sorrideva
impaziente di accoglierti;
i parenti già per te disegnarono
sullo spartito commosso del cielo
il loro concerto di baci, abbracci, carezze;
"diventerà dottore, no avvocato
diventerà architetto, no calciatore";
un solo silenzio non ascoltava
era il fantasma sanguinante e sciacallo
del verme che stava per divorare
ogni suo respiro sul domani;
non restano ora che vestitini smarriti
a gemere con te sulla poltrona
su cui mille volte ti coccolasti il ventre
guarda la stella in cui ora
tuo figlio dimora
senza mai esserti stato figlio
e saprai farlo ridiventare tuo
con altro volto e altre forme
ma sarà sempre lui
a far rifiorire il carro alato
di una gravidanza nuova
che ti inviti a leggere il suo sorriso
in chi sarà anche per lui.

 

0
8 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

8 commenti:

  • cristiano comelli il 20/10/2011 23:36
    Mi piacerebbe, cara Anna, approfondire con lei il tema un pochino di più. Cosa esattamente non condivide? Non lo dico, ovviamente, per convertirla alle mie ragioni, ma nell'ambito di un franco e sereno oltrechè piacevole scambio di riflessioni su una tematica sicuramente lacerante. In realtà io intendevo fare riferimento a una donna che perde suo figlio non perchè vi abbia rinunciato con una scelta abortista bensì perchè purgtroppo il destino si è messo di traverso negandole, credo, forse la gioia più grande della sua esistenza. Ma ripeto, lo ha detto anche lei, non vivo direttamente la cosa ma cerco di immedesimarmi nel dolore. Cosa che, appunto, mi riesce di fare fino a un certo punto per ragioni fisiologiche. Cordialità.
  • Anna Rossi il 20/10/2011 23:24
    non condivido parte del tuo commento. un uomo giudica da uomo una donna. perchè il suo metro di misura è necessariamente diverso. il corpo delle donne è stato per millenni nelle mani del potere maschile. ma non posso non complimentarmi con la leggerezza dei tuoi magnifici versi. sembrano volare dentro il cuore..
  • cristiano comelli il 14/10/2011 21:31
    Mentre naturalmente ringrazio per i commenti, vorrei davvero auspicare che il mondo di domani non comprenda più episodi di mamme che gettano i loro figli in un cassonetto considerandoli l'errore di un rapporto e non comprenda più donne che optano per l'aborto spontaneo. Si è fatto da talune parti osservare questo: ma se per caso una madre sapesse che suo figlio nascerà handicappato o menomato è lecito che prosegua la gravidanza mettendo al mondo un infelice?
    Ho sempre avuto su questo in me stesso una risposta chiara e innegoziabile: primo, ogni vita è un dono di Dio, e da cattolico apostolico romano (per quanto mi porti dietro una serie di peccati da essere fallibile quale inevitabilmente sono, Dio abbia pietà di me) non posso che pensare a questo; secondo, se la vita è un dono di Dio, non sarò io a stabilire quale sia la vera felicità per mio figlio, pur se l'ho portato in grembo; egli viene da Dio e quindi è comunque autonomo rispetto a me, di conseguenza come posso dire che, anche se nascesse handicappato, sarà per forza infelice? E non è forse vero che esistono persone non affette da handicap che sono in preda all'infelicità? Tutto per dire che, non avendo diritto alcuno a determinare a priori la felicità o l'infelicità di un essere umano, fosse anche il figlio che si porta in grembo, non si ha neppure quella di abortire. Qui, però, faccio riferimento nella riflessione in versi, e lo avete ovviamente compreso, a una madre che perde il bambino per motivi non legati a una sua volontà di abortire ma per una disgrazia terribile. Dio sia vicino a tutte queste madri e doni loro, lo dico davvero col cuore, il desiderio di ricominciare a sperare che una nuova vita rifiorisca in loro. Cordialità a tutti.
  • karen tognini il 14/10/2011 21:20
    Bellissima.. struggente... tuo figlio dimora
    senza mai esserti stato figlio
    e saprai farlo ridiventare tuo
    con altro volto e altre forme
    ... versi toccanti...
  • Anonimo il 14/10/2011 21:08
    Questa è particolarmente toccante... mi prende il cuore.
    Bellissima.
  • loretta margherita citarei il 14/10/2011 17:24
    toccante bellissima 5 stelle
  • Ada Piras il 14/10/2011 17:14
    Toccante.. si legge tutto il dolore e tanto amore...
  • Elisabetta Fabrini il 14/10/2011 16:37
    Mi hai commosso... splendide parole per un dolore inimmaginabile.
    Bravissimo!

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0