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La storia di Dina

L'ultime forze Dina raccolse
e dalla cintola un panno colse
sulla testa l'arrotolò con grazia,
gesto involontario di gran perizia,
si inginocchiò un poco china
e sollevò sospirando l'ultima fascina.

Procedeva lenta, tra le spine si impigliava
accecata da un sole rosso che bruciava.
Grondava tutta di acido sudore
ed imprecava, accesa di giovanil furore,
contro Iddio crudele e contro i santi
e li malediceva disperata tutti quanti:
lei vedeva un mondo ingiusto capovolto
ove anche la speranza l'avevan tolto.

Sull'aia l'attendeva il suo padrone
giovan dagli occhi belli un po' guascone
con quel fare sicuro ed elegante
di un giovin signore benestante,
si liberò dell'ingombrante peso
ed il respiro le restò sospeso.

Che fate qui a quest'ora o mio signore?
son venuto qui per te mio bel fiore;
oh no signore mio non mi ingannate
io non sono la ragazza che sognate,
e mentre così umile parlava
un fuoco il viso la avvampava
ed il seno le scolpiva il sudore
e Fano la guardava con ardore,
i loro occhi si incrociarono
e lì sull'erba fredda si amarono,
s'amarono perdutamente
sotto una luna sorridente.

Un nitrito di cavallo li svegliò
e per Dina il suo calvario iniziò.
Fano sola ben presto la lasciò
e Dina il fiore dell'amore si accollò.

 

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7 commenti:

  • Ettore Vita il 27/11/2011 21:44
    Gentile Stanislao, su zia Dina ho scritto anche due racconti.
    Grazie dei commenti. Cordialità
  • Stanislao Mounlisky il 26/11/2011 19:48
    affascinato da zia Dina l'ho cercata e trovata, questa lirica ha un che di epico, complimenti
  • Ettore Vita il 16/10/2011 21:54
    Grazie dei vostri commenti graditissimi. Rosaria poi mi lusinga con l'accostamento a Marinella.
    È una storia vera, raccontata in modo fantastico. Ho pubblicato anche il racconto.
  • cristiano comelli il 16/10/2011 21:52
    La vedrei bene in qualche libretto d'opera lirica di altri tempi, questa bella poesia. I tempi e la sua scansione scenografica ben studiati la rendono, a mio modesto avviso, adattissima a tale impiego. C'è anche l'elemento esistenziale principe dell'amore che si fa parabola ascendente e poi discendente. Il bello è che tale parabola non è irreversibile, l'amore può sempre rinascere. E infatti il finale "e Dina il fiore dell'amore si accollò" è la dimostrazione più eloquente che l'amore sa sempre trovare le energie prer riavviarsi, anche quando il tempo sembra prostrarlo irrimediabilmente. Bravo. Cordialità-
  • rosaria esposito il 16/10/2011 20:47
    bella come "La canzone di Marinella" !
  • Ada Piras il 16/10/2011 20:31
    Mi è piaciuta molto... anche in senso figurativo... complimenti.
  • Anonimo il 16/10/2011 19:25
    scritta bene complimenti... ettore
    molto apprezzata carla

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