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Caro Stefano Rosso

Nascesti uomo
e ti ritrovasti
fiero eppur incerto
estensione scalpitante
di accordi di chitarra
pronti a far l'amore
con la rabbia di una voce
orgogliosamente capitolina
intrisa di inquieti cambiamenti;
suonare
è la spada che può portare il mondo
a desiderare di cambiare
tra le contraddizioni roventi
di "Una storia disonesta"
gli amici, la chitarra e uno spinello
e quell'incontaminato afflato all'evasione
per ritrovare un mondo
che fosse più mondo
avvolto nella tenerezza delle note;
intona ancora
il ricordo spavaldo di quel "Letto 26"
il la tua laica missione
di cantare
per imparare ad amarti e ad amare;
vai, amico Stefano
per praterie di sonorità
che forse mai conosceremo
e che le corde della tua chitarra
un giorno
ci ricameranno in sogno.

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 14/05/2013 13:46
    Non conosco la musica di tal Stefano Rosso e mi dispiace, ma per i versi e le parole usate in questa cara poesia, deve pur essere o essere stato un grande. Farò una ricerca.
  • cristiano comelli il 22/10/2011 11:48
    Grazie per il commento, caro signor Fernando. Sono contento che Stefano Rosso sia ricordato così, effettivamente, viste le sue canzoni decisamente anticonformiste (mi viene in mente il testo del brano "L'italiano" che rappresenta in modo fedelissimo e scanzonato l'italiano medio assai meglio di quanto abbia fatto con lo stesso titolo Toto Cutugno alcuni anni dopo), purtroppo è sempre stato alla "periferia" della musica che conta. Ma le sue incisioni, ed è questo che mi rende davvero felice, non lo fanno dimenticare, lo rendono sempre presente a chi desideri ascoltarne i messaggi dall'immutata attualità. Per ricordare Stefano mi è sembrato opportuno dedicargli qualche verso. Con molta semplicità, senza paroloni ricercati. Perchè lui amava la semplicità e riusciva in modo semplice a trasmettere concetti importanti. Ancora un pensiero affettuoso al grande Stefano Rosso e cordiali saluti a lei.
  • Fernando Piazza il 22/10/2011 11:28
    Il vero talento non si dimentica mai e lui ne aveva da vendere. Come tu dici non ha avuto, dopo la sua scomparsa, la risonanza che meritava ma è indubbia la sua bravura. Oltre ai già citati e superlativi "Letto 26" e "Una canzone disonesta" (che da soli basterebbero a definire il suo pensiero e a riscuotere il meritato consenso tra il pubblico) mi vengono in mente i versi scanzonati di "E allora senti cosa fò" e non solo, perché quando hai ascoltato un testo, ne vuoi sentire ancora... Io lo considero il fratello gemello (musicalmente) di De Gregori, romano anche lui, e come lui poeta e artista senza tempo... Bello e doveroso il tuo omaggio ad un uomo "straordinario". Il titolo è esattamente ciò che ha colpito la mia attenzione. Ottima la tua poesia.
  • Anna Rossi il 20/10/2011 23:15
    conosco e amo le canzoni di Stefano Rosso. controcorrente, originale, sognatore, poeta. ha saputo interpretare una parte della società italiana in maniera paticolare e musicalmente perfetta. un altro artista presto dimenticato. lode a te per averlo così ben rappresentato nella tua splendida poesia. bravo. complimenti. lodi.
  • cristiano comelli il 19/10/2011 21:12
    Grazie di cuore, Luca, in questo caso ho solo cercato di ricordare un cantautore di talento e validissimo che purtroppo non ha avuto dal pubblico le attenzioni che meritava. E se n'è andato con questo rimpianto. Cordialmente, anch'io continuerò a leggerti.
  • luca il 19/10/2011 20:16
    se vai hai del talento a scrivere complimenti veramente
  • cristiano comelli il 18/10/2011 16:36
    Per chi non lo sapesse, Stefano Rosso era un cantautore romano considerato sempre "fuori" per la sua capacità di andare fuori dagli schemi e di cantare in modo anticonformista le contraddizioni della nostra società e anche di saperne ridere.
    L'ho voluto ricordare in un mondo che se lo è troppo presto dimenticato. Sinceramente mi attendevo che questa mia riflessione in versi su di lui non sarebbe stata esplorata ma ho ritenuto lo stesso di doverlo omaggiare. Tra i suoi brani più famosi "Letto 26". "Una storia disonesta" (quella del che bello gli amici la chitarra e lo spinello e una ragazza giusta che ci sta...) e "L'italiano", canzone molto centrata e tutta proposta sul filo dell'ironia presentata al festival di Sanremo di qualche anno fa. Ciao Stefano, scusa se il mondo ti ha dimenticato.

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