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Boh

Annaspano rutilanti effemeridi
In recessi di frondose discrepanze
intarsi filiformi di tramvie
come pneuma di volo irridente;
il sostrato rammollito
ardesia è la doglianza che farfuglia
la vacuità di un impallidito discettare;
fustigano i bagliori incipriati della zanzara
dell'orizzonte
altro non sciaborda
che virulente divagazioni
escatologie di ombre sfuggenti
in spirali di astrazioni ungulate;
occhieggiano i guizzi ancestrali
di metamorfiche latitanze
fino a risuscitare angoscianti cigolii
dalle ganasce di un fiume scaltro;
adesso davvero può bastare
quest'insensato, irrazionale verseggiare
se qualcuno un senso in tutto questo
peritarsi intendesse di trovare
mi faccia saper galantemente qual sia
perché neppure lontanamente
me lo so figurare.

 

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5 commenti:

  • luca il 19/10/2011 20:15
    leggero ancora le tue poesie mi piacciono
  • Anna Rossi il 18/10/2011 23:04
    un irrazionale verseggiare di indefinita bellezza:è questo il senso del "tuo" non senso
  • Anonimo il 18/10/2011 23:02
    Allora apprezzo ancora di più la sua poesia Anche perchè dimostra una grande abilità, intrigante a dire il vero Ma perchè ci diamo del lei?? Un caro saluto, leggerò altre sue cose allora! A presto!
  • cristiano comelli il 18/10/2011 22:59
    Questa lo è per mia stessa ammissione, la prima, onestamente, mi sfugge, se me la ricorda mi fa un favore. Io ho voluto semplicemente giocare, non è un modo di scrivere che mi appartenga, quello che lei ha potuto leggere, e io ci aggiungo anche per fortuna. Io invitavo provocatoriamente a individuare quel "qualcosa di sostanzioso" cui lei fa cenno nel suo commento proprio per vedere a che punto di fantasia si spingesse chi leggeva. Io la sostanza non ce l'ho volutamente messa, ma leggere una poesia può qualche volta essere anche saper individuare sostanza di pensiero dove non vi è. Per me è stato un divertissemente, null'altro, dopodichè tornerò a scrivere nell'unico modo in cui io sia capace di farlo. Cordialmente.
  • Anonimo il 18/10/2011 22:54
    Un nonsense lettarario che rapisce in qualche modo il lettore, ma sarebbe bello che questa maniera esasperatamente burchiellesca, questa parata di wit arguto dischiudano anche qualcosa di più sostanzioso. Se non sbaglio è la secondo volta che leggo una tua poesia in cui si fa professione di insensatezza, giusto? Un saluto!

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