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Il grido dell'impotenza

Nessun dì di festa riesco a sentire,
cammino per strada e mi sento morire.

Ascolto persone che neppure conosco,
lamentarsi di tutto,
perdersi in un banale discorso.

Rispondo veloce all'impegno che chiama,
poi chino la testa,
la tua sofferenza il mio cuore sbrana.

Vorrei venir lì,
sorridere
e dirti: " e tutto finito, nessun dolore verrà più a rapirti".
Invece sto qui,
immobile, ferma,
e d'improvviso m'accorgo che la vita non è eterna.

La tua lontana ma forte presenza,
pareva a me dire che non m'avresti mai lasciato senza
ed ora che manca,
comincio a capire
che qualcosa sta cambiando,
tu stai per partire.

Mi muovo distratta
come un toro impazzito,
disperata m'aggrappo ad un inutile grido.

Egoista!
-penso-
mentre piango
e ti cerco.

Stremato e fragile
ancora lotti,
lo fai per me
e per l'amore che dentro porti.

Nessuna soluzione purtroppo c'è,
tu lo sai. Sei pronto,
e come sempre dai coraggio a me.

Nessuna parola io adesso conosco,
non posso che dirti : "Resta al tuo posto".

Non è un buon momento per volar via da me.
FERMATI!
Ho ancora bisogno del mio fortissimo Rè.

 

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15 commenti:

  • Marco Briz il 21/01/2012 13:25
    Impotenza, dolore, assenza... lamento straziante in andata e ritorno... porta all ingenua pazzia, cliente scomodo per qualunque vita che sia. Applauso a te, Bravissima
  • Pierangelo Balconi il 17/12/2011 00:04
    l'impotenza davanti ad una situazione il dolore più devastante!
  • Dora Forino il 23/11/2011 18:10
    Versi dedicati ad una persona stremata e fragile
    che ancora lotta...
    Intensa.
  • Anonimo il 13/11/2011 17:35
    Riesco solo a piangere... Michy, come sempre, scrive il tuo cuore...
  • Raffaele Arena il 12/11/2011 22:35
    Una dedica davvero forte. Il distacco dalle persone che si amano è sempre troppo doloroso. Lo esprimi in modo chiaro e commovente.
  • Anonimo il 07/11/2011 16:09
    Michela cara la mancanza di un grande amore, di una persona importante qualsiasi esso sia, ti rende debole sofferente e piena di rabbia ti capisco so molto bene cosa vuol dire ti abbraccio carissima e bella michela con affetto carla...
  • Bruno Briasco il 06/11/2011 20:04
    Cara Michela, letto e riletto questo pensiero assieme all'ultimo da te scritto mi si è presentato un quadro diverso da quel che credevo e per il quale ho dato stupidamente un commento. Ti chiedo scusa. La tua poesia, che è un pensiero del cuore, rivela e spiega al mondo una parte di noi che non vorremmo mai provare: la sofferenza vera, quella della malattia, della lontananza e della impotenza di venirne a capo. Grazie di averla condivisa con noi. Un forte abbraccio
  • Aedo il 06/11/2011 14:03
    Quando qualcosa di meraviglioso finisce, si vorrebbe arrestare il tempo, per attenuare il terribile dolore. Bellissima poesia, Michela!
  • Don Pompeo Mongiello il 24/10/2011 12:05
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua veramente bella!
  • Anonimo il 22/10/2011 15:54
    complimenti! La sofferenza è palpabile e condivisa... davvero brava!
  • Salvatore Maucieri il 21/10/2011 03:11
    Appassionata e ben stilata. Brava. Ciaoooooooo
  • Ada Piras il 20/10/2011 23:07
    BELLISSIMA Michela... RESISTI...
  • loretta margherita citarei il 20/10/2011 21:06
    profonda bella poesia
  • Anonimo il 20/10/2011 20:24
    "Nessun dì di festa riesco a sentire,
    cammino per strada e mi sento morire..."

    La stessa identica condizione che sopporto ogni giorno... Dopo un po' ci fai l'abitudine, a costo di un logoramento interiore, pur sapendo che niente sarà più come prima. A volte, gli avvenimenti più crudi, struggevoli, ma sopratutto i più reali sono duri da accettare: l'allontanamento di/da qualcuno è uno di questi. Per alcuni è una liberazione, per altri una punizione; tutto quello che si può fare è accettare, "restare ognuno al proprio posto", a condizione di un sacrificio, e di una lenta e molto, molto dolorosa sofferenza.
    Comprendo i tuoi versi, in sostanza.
  • Bruno Briasco il 20/10/2011 20:16
    Che dire cara Michela?

    "Mi muovo distratta
    come un toro impazzito,
    disperata m'aggrappo ad un inutile grido".

    Penso ti sia già data la risposta... purtroppo! Ben scritta, evoca il disperato ultimo tentativo di una riappacificazione. ----- --------------

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