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La terra tremante

Tanto tempo fa, non capivo.
Mi sentivo solo.
Le mie membra deboli e sottili,
tremanti e insicure.
Poi ho studiato, ho lavorato,
ho incontrato, non più solo.
Ogni giorno ho amato.
Ogni giorno ho costruito.
Ogni giorno ho sognato.
Poi arrivò la notte.
La terra tremante.
Le sirene urlanti.
La gente piangente.
Ho aperto gli occhi.
Le mie membra
deboli e stanche.
Ancora tremanti e insicure.
Ancora solo.
È passato tanto tempo,
non capisco.
Mi risento ancora solo

 

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2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 22/10/2011 21:55
    profonda bella poesia complimenti
  • cristiano comelli il 22/10/2011 19:31
    È la giusta parabola dell'esistenza umana, caro amico, da giocare tra rapporti umani e solitudine. Come già dicevo a commento di un'altra poesia, a mio modesto avviso, per poter ripartire ogni volta nel vivere armoniosamente nella società in cui ci troviamo ritagliarci alcuni angoli di solitudine per poterci sempre meglio studiare e meglio donare è cosa buona e giusta. Amare, costruire, sognare, per potersi fare dono oltrechè nostro vissuto personale, devono a mio piccolo parere partire da noi e dunque dalla nostra solitudine. Cordialità.

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