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Memorie di portierato

Le mani ruvide ma dolci
stringono il fruscio misterioso
di buste da consegnare
cartoline
che regalano intarsi di sogni
o bollette
da pagare con la voce della maledizione;
quanto può sussurrare la guardiola
che sola udire seppe
i messaggi dei passi
scomposti o fieri
di migliaia di diversi inquilini;
quanto ho saputo ascoltare
al di là della mia missione
di recapitare
di pulire
con stracci diversi ma in fondo sempre uguali
le impronte indiavolate
di chi a volte transitava
avvolto nel cappotto dell'indifferenza
senza sciorinare neppure
una virgola di formale saluto
ancora oggi
vedo brillare i pavimenti
di una nuova cera
e un nuovo sudore
l'androne si gode
qualche frammento di tranquillità
in attesa del nuovo
immutabile brulicare
di condomini imprigionati
tra felicità e frustrazione quotidiana
strizzo l'occhio alla sera
sorridente
per avere adempiuto il dovere
di essere gente per la gente
avvolgo in una coperta di lana
le parole da dire
a quel giovane ragazzo
che ogni tanto mi portava fiori
terzo piano, scala quatro
vorrei dare l'anima
per vestirmi
da dama consolatrice
della sua animaorfana
del lavoro ch tanto amava
e che mi insegna ad amare anche il mio.
Domani arriverà nuova posta
e un altro atrio morso dalla polvere
da far tornare a scintillare
e sarà come sempre
un nuovo
inconsueto raccontarsi la vita.

 

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10 commenti:

  • cristiano comelli il 23/10/2011 23:02
    Beh, che dire, cara signora Morry? Sono lusingato da un accostamento tanto prestigioso. Non oso paragonarmi a Simenon nemmeno da lontano. Ho solo voluto, come dire, immortalare l'immagine di due custodi tanto cari che avevo nel palazzo in cui abitavo in precedenza. Persone semplici, umili e tanto legate al loro lavoro. Un esempio, per me, di dedizione e di rettitudine morale. Cordialità.
  • mariateresa morry il 23/10/2011 22:38
    Questa composizione è sensazionale, caro Comelli... saper ricostruire da un lavoro, da un luogo, da gesti, tanti e così vari quadri di vita e personaggi e stati d'animo... Molto bravo davvero... solo George Simenon aveva tanta esperienza in portinai!!
  • cristiano comelli il 23/10/2011 18:22
    Grazie anche a lei, signor Domenico, lo giroanche in questo caso ai tanti portinai per bene sparsi per la penisola. Cordialità.
  • Anonimo il 23/10/2011 18:20
    Magistrale nella stesura, se si considera poi il cosi difficile tema.

    Lavorare con dedizione, qualunque sia la tipologia lavorativa, è carburante che mantiene alta la fiamma della vita e la dignità di un uomo.
  • cristiano comelli il 23/10/2011 16:34
    Grazie signora Loretta, ricambio il complimento e giro quello a me rivolto a tutti i portieri che ogni giorno, onestamente e sfidando a volte la maleducazione di qualche inquilino, svolgono il loro lavoro con dedizione e passione. Cordialità
  • loretta margherita citarei il 23/10/2011 16:32
    bello il suo poetare , complimenti
  • cristiano comelli il 23/10/2011 15:46
    Avanti così, Teresa, finirò per commuovermi. Non credo di avere fatto nulla di eccezionale, solo avere reso omaggio a una professione umile, a volte ingiustamente bistrattata ma molto preziosa socialmente. Vorrei solo questo, che ogni condomino avesse il giusto rispetto del proprio custode, o portiere o portinaio, chiamiamolo come vogliamo, perchè è una professione della massima dignità e spesso assai delicata. Grazie per i complimenti e cordialità.
  • teresa... il 23/10/2011 15:40
    Sei fenomenale, quanto apprezzo il tuo stile, tu non lo immagini. meravigliosa davvero enmozionante. Mi hanno colpito questi versi
    della sua animaorfana
    del lavoro ch tanto amava
    e che mi insegna ad amare anche il mio.
    hai scritto una cosa bellissima, imparare ad amare e rispettare ciò che abbiamo, come il nostro lavoro attraverso la dedizione che altri hanno del proprio operato. Grazie davvero della lettura. è bellissima.
  • cristiano comelli il 23/10/2011 13:45
    Grazie a te, io avevo nel palazzo in cui abitavo in precedenza alle porte di Milano un portinaio che faceva fatica a parlare italiano ma era una persona adorabilissima e sempre molto disponibile; dal Veneto di cui era originario ci portava sempre il vino a testimonianza dell'affetto che aveva per noi. Lui e sua moglie rappresentano per me un formidabile esempio di come si debba vivere, con grande fedeltà al proprio lavoro e grande rispetto per il prossimo. Vorrei ricordare per nome il signor Emilio e sua moglie, signora Zita che ringrazio per essere come sono e a cui auguro sempre tanta felicità. Ciao.
  • karen tognini il 23/10/2011 13:05

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