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Ritorno in piazza D'azeglio

Sull'asfalto bagnato,
illuminato da un sole intimidito,
sprofonda nell'oblio
questa mia amata piazza.

Stringo al cuore i ricordi del "me fanciullo"
e scopro che ha lasciato cicatrici indelebili su questa carogna.

Ruota che ha girato per tutta la notte,
a forte velocità,
sulla stessa striscia bianca.

Finestrini aperti,
nonostante il freddo,
a calmare il mio spirito inquieto,

e la mia radio sempre sintonizzata sulla stessa stazione.

Il dolore è come il battito del tempo che pulsa nel cuore,
che indietreggia
e che avanza
dentro a questo giardino.

Alberi spogli
che si innalzano sopra di me,
mi inghiottono,
e mi masticano,
come centinaia di mandibole insaziabili.

Nebbia,
che dà un tocco desolante a ciò che desolante è comunque,
mi asfissia,
e mi penetra,
fin dentro i polmoni.

Il nostro campetto è un cumulo di terra e polvere
mischiato a sporcizia e sterco di cane.
L'albero del nostro amico è stato tagliato di netto.
L'acqua dalla fontana è stata tolta.

E quei ragazzi seduti su quella panchina non ci sono più.

 

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6 commenti:

  • STEFANO ROSSI il 04/11/2011 21:32
    accidenti!!!!!!! grazie mille, Pasolini lo ammirò moltissimo, specialmente come regista...
  • mariateresa morry il 03/11/2011 17:02
    Ma lo sai che in questa tua c'è un bel po' di Pasolini? Dura e nostalgica, tenera eppur adulta.. molto intesa questa cosa che hai scritto, Sognatore Punto e Basta
  • STEFANO ROSSI il 29/10/2011 23:41
    GRAZIE mille
  • Anonimo il 25/10/2011 13:58
    Per fortuna i ricordi non ci lasciano mai...
  • Raffaele Arena il 25/10/2011 13:07
    Bella e sentita, che altro dirti? Un saluto.
  • Anonimo il 25/10/2011 09:15
    I ricordi sono cicatrici di cui andare orgogliosi.

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