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Tempesta dell'essere

Noi siamo il nostro peggiore incubo,
l'alba e il tramonto
in un cimitero di spettri senza volto.

Noi siamo la parte più celata del nostro inconscio,
sommersa da un atroce silenzio di fiamme.

Noi siamo una nave fantasma,
di cui l'angelo dell'incertezza ne è il timoniere,
marcato da una tediosa e reiterata indifferenza
per le nostre emozioni, gaudiose o laceranti che esse siano.

Il traghettatore sembra condurci in acque tranquille, in apparenza.
Poi una dolce tempesta si abbatte sul nero oceano dell'essere,
spingendo la già instabile nave, nel regno delle ombre.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 27/04/2012 17:03
    Un testo fortemente introspettivo che rivela la verità sui conflitti interiori dell'uomo. Dentro l'anima convivono sentimenti bui e di luce che spesso ci fanno naufragare nel mare della vita costringendoci ad affrontare, volenti o nolenti, l'inevitabile TEMPESTA! Davvero bella e piaciuta dall'inizio alla chiusa. Buona giornata, poeta.

4 commenti:

  • Daniele Giusto il 25/11/2011 21:08
    Grazie mille, Carla! In effetti è molto introspettiva!
  • Anonimo il 25/11/2011 21:05
    poesia introspettiva... scritta bene molto bella costellata di metadore bravo Daniel mi piaci come scrivi complimenti carla
  • Daniele Giusto il 29/10/2011 11:06
    Grazie per il commento, Vitus .
    Mi sembra un giudizio giusto e ragionato. Ormai si può dire che mi hai inquadrato piuttosto bene .
  • Anonimo il 29/10/2011 10:21
    Allora, caro Dani, come promesso ti commento. Intanto, questa tua prima prova poetica è piena zeppa di immagini tanto care all'immaginario dark/gotico - basti prendere "incubo", "cimitero", "spettri", "fantasma", ecc. - il che indica un tuo preciso bagaglio metaforico. Il lessico è scelto con cura, è ponderato e calibrato; l'inventiva è buona. Il ritmo è piuttosto prosastico e denota una tua frequentazione più assidua del romanzo che del verso Infine, emerge chiara la tua concezione dell'esistenza di ciascuno di noi, navi in balia di tempeste oscure e di forze indecifrabili - mi viene in mente la nave che porta Tristano morente alla sua amata Isotta.. Ciao caro, ci vediamo domani!

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