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Tram

Borbotti assonnato
come fionda di ferraglia
mai esitante
e abbracciato
al nutrimento del tuo trolley
corri tra due ali di reclame
viaggi al suono della pioggia
o all'urlare irrefrenabile del sole
le tue porte profumano
delle solite imprecazioni
della donna vanitosa
che si smagliò le calze sulla pedana
degli sbadigli di un incerto studente
che disegna nel suo sbuffare mattutino
l'auspicio di non cadere
nel cerchio di un'inattesa interrogazione;
chiedi alla tua campanella
che strizzò l'occhio a migliaia di fermate
di quante lacrime
di amori cullati e soffocati
tra vecchi, consumati banchi di scuola
sia stata ignara e puntuale colonna sonora:
luccichi fiero e ancestrale
tra gli applausi di Duomo e Scala
e ti compiaci di fendere dispettosto
i bagliori dei flash
di diluviali comitive giapponesi
il buio avvolge le tue rotaie
che si inchinano
alla tua fatica sempre uguale
eppure sempre diversa
di portare incroci di destini
da un lato all'altro della città.
Sono qui, tram
a lasciarmi raccontare da te
l'essenza di nuovi, inesplorati tragitti
mentre sorridendo vai
a polverose ma ancora ruggenti
insegne di caffè.

 

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10 commenti:

  • cristiano comelli il 26/10/2011 21:52
    Ma no, perchè si è spinta troppo in là? Io ho apprezzato il suo commento, ha detto quello che riteneva giusto dire e, appunto, l'ho apprezzato. Cordialità.
  • Anonimo il 26/10/2011 21:43
    Credo allora di essermi spinta troppo in là per la mia tangente... Come faccio sempre
  • cristiano comelli il 26/10/2011 21:18
    Mi scusi, signora Mara, solo una precisazione. Nel mio compnimento non parlo di insegne notturne, ho visto che lo ha giustamente sottolineato con il punto interrogativo, anche a me pare contraddittorio. Ma, ripeto, non mi pare di usare quest'espressione. Era soltanto una precisazione. Cordialità di nuovo.
  • cristiano comelli il 26/10/2011 21:15
    Ottima disamina, cara signora Mara, non potevo chiedere di meglio. È un'interpretazione molto sentita e circostanziata non scevra anche da riferimenti culturali ai quali non oso neppure lontanamente paragonarmi. Grazie. Cordialità.
  • Anonimo il 26/10/2011 20:52
    È solo una semplice interpretazione la mia... Nulla toglie all'impegno e al proprio ingegno
  • Anonimo il 26/10/2011 20:49
    Anche a me era successa la stessa identica cosa... UNA SOLA VOLTA non avevo il biglietto... M'è andata di c**** proprio! Dunque, i primi versi senza punteggiatura, mi hanno fatto tornare in mente Ungaretti e il suo affiatamento del raccontare (specie "Veglia"; successivamente, siamo passati ad Apollinaire, con il suo clima avanguardistico di velocità, tecnologia e di sentimento; infine, a Montale, per la confidenza e la condizione esitenziale di ogni individuo/passeggero di questo viaggio infinito tra le insegne notturne (?) dei caffè di periferia... È molto descrittiva nel suo insieme e, profondamente emotiva. Mi è piaciuta molto, complimenti
  • Ada Piras il 26/10/2011 20:34
    Mi piace... reale.. Bella.
  • cristiano comelli il 26/10/2011 19:24
    Tranquillo caro Domenico, quando ero ragazzino mi è accaduto una volta, forse era la mia giornata fortunata e i controllori hannochiuso un occhio. Da allora, giuro, non sono mai più salito su un tram, le rare volte in cui purtroppo mi capita di salirci, senza pagare il biglietto. Cordialmente.
  • Anonimo il 26/10/2011 19:05
    Come sempre, hai un modo di dare vita ai tuoi scritti che sembra di viverli; unica stonatura, è che poi sono passati i controllori e trovandomi senza biglietto, ho duvuto pagare la multa.
  • loretta margherita citarei il 26/10/2011 18:19
    molto originale apprezzata

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