PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

L'isola di Torcello

Tal bellezza è la tua per me
Da non capire
Perch' io fossi nata
Senza entrare
Almeno una volta
Nel tuo arcano.
Eppure
Non distinguo cielo
Da laguna
Ferma senz'onda
Appannata dal vapore
fatale del mattino.
Un filare giallo di pioppi
Danzante bastione
All'estremo campo di erica
Che le canne sconfitte
Piegano ciuffi e piumini
Al vento salato.
Spoglia nell'inverno avanzato
Vesti solo
Di nudi versi d'uccelli.
Roseti freddi affondano
radici nel limo perpetuo.

S'alza nel disegno di rette
Insicure
Racchiusa nei ceppi fondali
Torcello,
madre di diffuso silenzio
raccolto nel saio
d'antico campanile
che sulla laguna
comanda.

 

l'autore mariateresa morry ha riportato queste note sull'opera

Trattasi dell'isola di Torcello che si trova nel cuore della Laguna di Venezia. Molto solitaria la si distingue per l'antichissima torre campanaria, sorgere tra le barène ( terreni paludosi).


un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

11 commenti:

  • mauri huis il 10/02/2012 23:11
    Bella e molto raffinata. Come sospesa nell'aria, nell'acqua e nel silenzio della tua laguna.
  • Giuseppe Amato il 20/11/2011 20:09
    La chiave iniziale, il dover capire almeno una volta quella bellezza arcana apre sapientemente alla descrizione sensofotografica dell'ambiente. Brava
  • mariateresa morry il 15/11/2011 07:39
    Grazie ancora di leggermi!
  • Anonimo il 14/11/2011 23:15
    Mariateresa non ti dannare per quelli che ti fanno scendere le stelline, una poesia come questa non ha bisogno neppure di essere votata. Brava
  • Anonimo il 14/11/2011 17:52
    Per capire il gran valore di questa poesia bisognerebbe aver visto almeno una volta questa isola, avvolta dal silenzio e da un sapore antico, quasi di abbandono. Io l'ho vista dopo essere passato con il mio barchino da Burano. Avevo a bordo mio figlio e mia nipote, di nove e dieci anni. Era una lancetta di quattro metri e settanta... eravamo partiti dai laghetti di Mantova, siamo arrivati alla foce, lì abbiamo passato la chiusa e siamo venuti verso venezia, tagliando il Brenta... in questo canale abbiamo visto le stupende ville venete... vabbè, è una storia troppo lunga. la sto mettendo in un racconto di cento pagine... ahahah... a Venezia è successo di tutto, ma propio tutto, quasi arresto compreso. ciaociao... stupenda poesia.
  • vincenzo rubino il 30/10/2011 17:55
    scritta benissimo e molto musicale, veramente bella, ciaoooo
  • mariateresa morry il 30/10/2011 07:27
    Grazie a tutti quelli che mi tolgono le stelline... preferisco leggere commenti negativi che almeno capisco cosa non piace!
  • Anonimo il 29/10/2011 18:52
    Oddio, mi hai ricordato che in questo momento dovrei studiare storia dell'arte medievale per il prossimo esame. Hai interrotto la mia frenetica tranquillità. per la poesia, brava, come sempre...!!!
  • loretta margherita citarei il 29/10/2011 17:39
    incantevoli descrizioni brava
  • Ada Piras il 29/10/2011 14:02
    Sai dipingere molto bene in versi bellissimi paesaggi.
    Bravissima..
  • Anonimo il 29/10/2011 11:19
    Cara, ti parlo a cuore aperto: leggo la tua poesia e mi pare di ritornare su quel meraviglioso isolotto, misterioso, senza tempo, con le sue statue ricoperte di rampicanti, il venticello umido, le pietre parlanti.. Hai dispiegato tutta la tua capacità di pittrice in questi versi, che suonano incantevoli e arcani come la nostra amata Torcello. Brava, una poesia superiore

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0