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Al cimitero

Fra file
di cupi cipressi,
con a manca e a dritta
austere tombe,
circospetto
e tomo tomo
in mezzo a loro
m'infilai;
i lumicini,
su quelle
de li morti miei,
meditazione facendo,
coscienziosamente accesi;
in fretta poi,
de la città dei morti,
il cancello
di nuovo varcai,
alle spalle lasciandomelo,
sicuro di passarlo ancora,
se non in verticale,
in orizzontale almeno;
per quel triste fato,
che tutto ciò
che è
non sarà più,
e tutto ciò
che fu
non è più.

 

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8 commenti:

  • Anonimo il 02/11/2011 19:42
    Versi molto delicati che fanno riflettere sulla nostra precarietà... comunque un mio pensiero quotidiano. Molto ben riuscita!
  • denny red. il 01/11/2011 00:24
    Bravo Don, un bel scritto..
    Ben Scritto.

  • Anonimo il 31/10/2011 22:50
    Questa dei morti è molto sentita.
  • loretta margherita citarei il 31/10/2011 20:26
    molto sentita bravo don
  • Diego TURATTO il 31/10/2011 12:30
    Caspita, mi è piaciuta davvero tanto. Sei un'ottima penna...
  • Anonimo il 31/10/2011 11:40
    molto bella e sentita don bravo...
  • Ada Piras il 31/10/2011 10:32
    Molto bella.. in questi giorni di ricorrenza.
  • Vincenzo Capitanucci il 31/10/2011 02:29
    Cancellando quel cancello.. unii nel mio cuore la città dei morti a quella dei vivi...
    Molto bella Don... anche se quello che è (che ha raggiunto il suo stato d'essere)... per sempre sarà...
    ma questo con la Tua grande Fede lo sai meglio di me...

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