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Balle spaziali ridondanti

E come ancora
per una sera
dopo cena
riesco con amici
a condividere
una lettura.
Leggendo

anche interpretando
solo per divertimento
a bassa e alta voce
con la mia voce
e a turno, altri.
E così che
il meraviglioso suono

della lingua italiana
o pure straniera,
indelebile timbro
di identità,
che si risveglia!
E ritrovare insomma
in piacevole compagnia

episodi reali da raccontare
del nostro quotidiano vivere
invece di ragionare
come spesso accade
di notizie che i media
inculcano nei nostri pensieri
e le immagini interiori

che ripetiamo replicanti
instupiditi
da giornali
canali televisivi
o via computers
o per telefonino
che son tutti

strumenti di manipolazione!
Che li sento
di tutte le età, talvolta
ragionare anche in strada
per non star in silenzio
per argomento condiviso
"Ma tu quale telefonino hai?

ho questo tariffa più vantaggiosa
gratis per trecentomilamiuti!"

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9 commenti:

  • Grazia Denaro il 26/01/2012 22:33
    Condivido il tuo intervento... non se ne può più di sentire tutti questi discorsi che non hanno né capo né coda.
  • Anonimo il 31/10/2011 23:08
    Sì, i media in-cul-cano. Buttiamo tutto via e così sia.
  • loretta margherita citarei il 31/10/2011 20:19
    condivido apprezzata molto
  • Anonimo il 31/10/2011 19:23
    Questa non è una poesia, ma un geniale saggio su come ci massificano e come ci propinano le informazioni che vogliono per renderci un gregge stupido! Bravissimo, Raffaele!
  • Anonimo il 31/10/2011 19:22
    Leggendo la tua bella poesia mi hai fatto tornare in mente un film meraviglio "attimo fuggente". La fantasia, la condivisione, i sogni e il coraggio di "essere"... ascoltando, ascoltandosi... con semplicità e la complicità del cuore!
  • vincent corbo il 31/10/2011 18:49
    Il loro obiettivo è quello di trasformarci in replicanti. Hai toccato un argomento molto importante con questa originale composizione.
  • Ettore Vita il 31/10/2011 18:44
    La massificazione, il gregge, la marole della maggioranza, i luoghi comuni... tutti numeri... tutti bisognosi di idoli e di capi... tutti alienati.
    Mi fai ricordare quando la sera, vicino al camino mio padre leggeva con mia madre un romanzo, quando recitavamo il rosario e si parlava dell'oggi e programmava il domani.
    Ricordo quando mio nonno si sedeva innanzi alla porta sotto l'arco e con altre vecchiette facevano la cronaca... e mi narravano le favole e i miti...
    Mi fai ricordare di Socrate e dei dialoghi di platone quando gli amici discutevano in compagnia di un boccale di vino buono... nostalgia. Bravo, bravo.
  • Anonimo il 31/10/2011 16:49
    Ti dirò, preferisco le "Balle Spaziali" che le continue tariffe gratis (ma quando mai!?) dei telefonini...
  • Marcello Insinna il 31/10/2011 15:03
    Condivido in pieno: siamo ormai instupiditi da promesse di contatti virtuali sempre più veloci e... vuoti!

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