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Addio Sic

Puoi dirmi quel che provi, quel che senti,
con me puoi aprirti senza alcun confine.
Le gioie puoi confidarmi coi tormenti,
le doglie e le emozioni più divine.

Quelli che ami e quelli che detesti
tu puoi mettere in fila in questi istanti.
I giorni allegri e quelli più funesti,
le tue vergogne insieme coi tuoi vanti.

Sono i momenti in cui la vita tutta
rivivi in un sol battito di ciglia,
in una pennellata secca, asciutta.

L'ora più fredda e lunga dell'inverno,
serrata come valva di conchiglia,
ti porti dentro nell'abbraccio eterno.

 

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0 recensioni:

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18 commenti:

  • Nicola Saracino il 03/12/2011 17:12
    Giorni di giò
    v'auguro da mò
  • Giuseppe ABBAMONTE il 23/11/2011 18:16
    Giulio
    ovviamente ci penserò. Anche perché, mentre ascolto volentieri ed apprezzo tantissimo i tuoi suggerimenti, é a Nicola che mi secca dover dare ragione (quelle volte, ahimé abbastanza frequenti, in cui ce l'ha).
    Grazie davvero dell'attenzione e dei suggerimnti.
    E ricambio l'abbraccione.
    Giuseppe
  • giulio costantini il 23/11/2011 10:00
    scusa Giusè se insisto sulla bisillabilità di "gioie" quando forse questa simpatica discussione poteva terminare qui ma mi preme farti notare una cosa... le sineresi forzate le usano anche i grandi poeti, qnd figurati se non le possiamo usare noi che facciamo parte della massa degli autori semplici e sconosciuti, pertano la tua forzatura ci starebbe pure.. però il fatto vuole, secondo me, che l'attacco del verso successivo "le doglie e le..." rende poco orecchiabile e difficile nella lettura la sineresi forzata da te voluta nel verso precedente... "gioie" "doglie".. se ci rifletti, leggendoti come se tu fossi persona terza e non l'autore te ne rendi conto.. permettimi un suggerimento.. i 2 ultimi versi della prima quartina potrebbero "suonare" così:
    con gioie confidate coi tormenti,
    con doglie ed emozioni più divine.
    in questo modo non solo stai in "pace" col metro ma sposti l'accento secondario sulla 6sta in tutti e 2 i versi rendendo scorrevole la lettura..
    un abbraccione
  • Giuseppe ABBAMONTE il 23/11/2011 07:30
    Innanzitutto ancora grazie a Giulio dei complimenti. Ed in effetti anch'io, come Nicola, mi devo scusare con gli eventuali incauti futuri lettori per questa discettazione un po' frivola su di una composizione che, viceversa, è molto triste.
    Per quanto attiene alla bisillabicità di "gioie". Se anche sintatticamente gioie si potesse dividere in due sillabe, la pronuncia di gioie in un'unica sillaba non la trovo così fuori luogo. Anzi, la trovo, per dirla con Nicola, profumata come un prodotto di Armani.
    Per quanto riguarda le rime nel sonetto, devo fare ammenda e dare completamente ragione a Giulio. Coprendomi il capo di cenere ammetto che la ripetizione delle rime prevista in questo tipo di schema poetico non è rispettata.
    Spero comunque che il risultato sia gradevole.
    E, a proposito, tornando seri, di nuovo grazie a Giulio per l'apprezzamento sulle due terzine finali. Le ho scritte di getto in un momento di intensa commozione. Sono davvero lietissimo che ti siano piaciute.
    Alla prossima (e che sia un sonetto...).
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 22/11/2011 18:38
    Giulio ci hai illuminati sul sonetto, grazie. Mi pare che Giuseppe rifugga l'ABBA, soprattutto se in seconda posizione... perché??? Ce lo facciamo spiegare da lui.
    N
  • giulio costantini il 22/11/2011 17:30
    sapere che il grande Nicola fa parte della discussione mi mette soggezione.. (senza toje gnente a Peppe, ovvio).. però che lui non veda che non è proprio un sonetto mi sorprende.. sul tema ho già avuto una vivace discussione con "solocommenti" (poco simpatica per la verità, dove proprio io sostenevo che un sonetto, spesso, nell'interpretazione dei vari autori può avere schemi vari.. però, devo dire che, per me, il fatto gustoso del sonetto sta proprio nella 2nda 4rtina, dove è necessario ripetere le rime della prima, cosa che non mi sembra accada qui. Lo schema di un sonetto classico, per quel che ne so io (escludendo le varie varianti) è, di norma, ABBA (o ABAB, o AABB) ABBA CDC DCD (o EDE o altre combinazion libere).. qui lo schema è ABAB CDCD EFE GFG (se non sbaglio). Quindi non credo si possa parlare "propriamente" di un sonetto... ma, in effetti ci puo stare... però, ripeto: così, si perde tutto il piacere di scrivere la 2nda quartina!
    sono d accordo con Nicola.. gioia è bisillabico... su questo non ho dubbi neanche io... un simpatico abbraccio ai 2 autori piu bravi e simpatici del sito..
  • Nicola Saracino il 22/11/2011 16:13
    Eh eh... altro che sfottò... qui è cosa seria. Ho scritto (in quanto ho pensato) che è poesia libera, andando ben oltre il mero aspetto metrico. A latere, anche a me sembra un sonetto, a parte il dodeca, perché dodeca è, visto che "gioie" fa due sillabe e non una anche e non certo principalmente per par condicio con "tormenti", che sono persino tre e le leggi tutte. E allora perché vuoi leggere "giò" invece che "gio-ie", come se ci stesse profumando Armani??
    Resto in attesa di capire perché Giulio non vede il sonetto (un motivo c'è, mica Giulio parla così per parlare...) E chiedo scusa infine per questa digressione frivola in un contesto profondamente serio.
    N
  • Giuseppe ABBAMONTE il 22/11/2011 15:28
    Grazie Giulio.
    Premesso che con Nicola abbiamo spesso degli alterchi sulla metrica, stavolta ci sei cascato di mezzo anche tu. Ma sappi che sono del tutto amichevoli e, spero, simpatici.
    Allora, per quanto mi riguarda sono convinto si tratti di un sonetto, checché ne dica Nicola. E sono anche dell'opinione che il verso "sotto accusa" sia un endeca e non un dodeca (le - gioie - puoi - con - fi - dar - mi - coi - tor - men - ti). Perché metto le mie composizioni sotto "poesia libera"? Onestamente non ci ho mai fatto troppo caso. Ma visto lo sfottò di Nicola dalla prossima volta starò molto attento alla scelta della categoria.
    Un abbraccio ad entrambi e, Giulio, non preoccuparti: con Nicola discettiamo spesso e senza alcuna acrimonia. È solo per prenderci un po' in giro. Spero che non dispiaccia neppure a te.
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 22/11/2011 12:17
    Il verso è un dodeca, già... però è poesia libera!
  • giulio costantini il 22/11/2011 12:05
    so che qualcuno qui, leggendo questa tua, penserà al sonetto... ma non lo è (secondo me).. belle le 2 terzine finali.. domanda: perchè la passi come "poesia libera"? bisogna dare onore al metro quando è quasi perfetto ("Le gioie puoi confidarmi coi tormenti" secondo me è ipermetrico).... ciao
  • Nicola Saracino il 21/11/2011 15:37
    Come può non piacere l'esposizione partecipata di un incontro profondo con se stessi? N
  • Giuseppe ABBAMONTE il 18/11/2011 22:12
    È vero Nicola
    mi ha colpito molto. E, da quello che ho visto non solo me. E mi ha fatto riflettere.
    Un abbraccio amico mio
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 18/11/2011 11:27
    Vale per tutti caro Giuseppe, per Sic, per me e soprattutto per te che hai provato nell'intimo quello che hai scritto. E questo si percepisce subito. Nicola
  • Giuseppe ABBAMONTE il 08/11/2011 07:31
    Grazie a Mara ed Ugo
    l'abbraccio eterno che chiude la poesia, chiude anche la vita di un giovane ragazzo che contagiava con la sua allegria.
    La fine della vita: io la immagino così come ho provato a descriverla. Tenue piuttosto che straziante, un attimo in cui tutto ti passa davanti per non lasciarti più.
    Anche se non si tratta di un tema allegro, mi piace pensarci, come Ugo ha ben carpito, come un momento di dolcezza, un abbraccio, appunto.
    Giuseppe
  • Anonimo il 07/11/2011 19:57
    Complimenti, complimenti, complimenti. Il numero 58 batterà sempre nel cuore di chi lo ammirava, non solo per il suo modo di gareggiare... Anch'io mi unisco all'"abbraccio eterno" con il poster del Sic attaccato alla parete della stanza. Un sonetto degno di nota, d'affetto e di una profonda "amicizia"; mediatica? Quello non saprei, ma in questi casi poco importa... Addio Sic.
  • Ugo Mastrogiovanni il 07/11/2011 16:26
    Un colloquio confidenziale, affettuoso e sincero, come tra fratelli: confidarmi le tue mozioni più divine. Il verso trasuda di sacro e si chiude in un "abbraccio eterno", non comune, emozionante e giovane, come questo ragazzo che nella sua breve vita ha emozionato e affascinato tutti. Bravissimo Giuseppe, come sempre: per l'avanzato concetto della morte, per la diffusa coscienza del bene, per il sostegno che la rima offre al tema, per la ineguagliabile dolcezza che diffondi nei tuoi lavori.
  • Giuseppe ABBAMONTE il 07/11/2011 11:42
    Sì Miriam.
    Confesso che la sua morte mi ha colpito moltissimo. Eravamo abituati, io ed i miei figli, alle sue interviste, alla sua simpatia, anche alle sue spacconate. Ora ci mancherà molto.
    E volevo ricompensarlo dei bei momenti di divertimento che ci aveva regalato, con un piccolo dono. Spero ben riuscito.
    Giuseppe
  • Anonimo il 07/11/2011 11:31
    Bellissima poesia complimenti Sic sarà sempre un grande e resterà sempre nel nostro cuore