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Portami un'altra volta al mare

Non piangere
la maledizione del mio non camminare
ma cerca piuttosto
il nido del mio vero
autentico cammino;
vedrai un sogno
che l'occhio ti sa strizzare
al di là delle prigioni di carne
che il destino mi cesellò per gambe;
il cielo è così piccolo
te lo bevi in un sussurro di sguardo
se lo sai osservare
estasiato e sincero
le onde sono null'altro che pensieri
che anelano ad abbracciarti
siedi ora vicino a me
a questa mia carrozzella
di cui persino imparai a innamorarmi;
accostati,
senza paura e senza fiato
ne scorgerai indelebile la voce:
"non so, amico mio, quale strano capriccio di realtà
ti condannò a riposare su di me
cucendoti sulla pelle
la prostrazione di una disabilità,
so soltanto che Dio
mi affidò a te
perchè fossi volo e pensiero con te
perchè quel movimento
che a te si negò
che mai conoscesti nè conoscerai
è anche quello che ti dice
"vai oltre la tua paralisi
e lì mi troverai,
pronto a dipingerti sorrisi sul volto
pronto a donare al tuo cuore
ogni corsa che il destino ti ha tolto".
Non gemere, allora, moglie
questa mia vita
non è stata addestrata
per ascoltare i pianti
ma per stanare sempre inconsueti sorrisi;
ricorda la prima volta che ci amammo
alla luce fioca delle lampare
e portami un'altra volta al mare.

 

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6 commenti:

  • cristiano comelli il 11/11/2011 21:23
    Ringrazio anche Salvatore e Ben Ben per i lusinghieri commenti. Comprendendo a fondo la realtà di chi è diversamente abile e trattandolo con normalità e non con compassione sterile si comprende davvero il senso del cammino della vita. Cordialità.
  • Anonimo il 11/11/2011 21:15
    Mi fa piacere che parli di questo argomento. Personalmente lo conosco abbastanza da vicino e concordo pienamente col pensiero da te espresso, non solo sul testo, ma anche sul commento di sotto.
    Certe cose si comprendono solo vivendole e sono una ricchezza per coloro che se ne fanno carico.
    Complimenti!
  • Anonimo il 11/11/2011 21:05
    Un mondo in cui le cose del mondo appaiono col loro giusto peso. Complimenti per l'opera.
  • cristiano comelli il 11/11/2011 19:26
    Nel ringraziare sentitamente ambedue per i pregevoli commenti, penso di poter affermare ormai con sicurezza che la vera disabilità risieda in chi la vede in altri.
    La profondità che un amico diversamente abile mi ha sempre dimostrato è una delle ricchezze più belle che il mio malfermo vivere si sta portando con sè.
    Ti fa imparare a vedere il sole anche quando le nuvole si divertono a nasconderlo. E sono io a dirgli, consideradndo la grande statura spirituale che egli possiede e che è simile a un dorato mare, "portami un'altra volta al mare". Un abbraccio ad ambedue.
  • Anna Rossi il 11/11/2011 19:13
    estasiata, incantata, ammutolita da tanta sensibilità. emozionanti i tuoi versi. rapiscono.. e conducono in altro stupefacente bellissimo mondo. sconosciuto..
  • karen tognini il 11/11/2011 19:07
    È struggente Cristiano.. la disabilita' è un argomento che mi tocca molto... le persone diversamente abili hanno anime dolcissime si avvicinano di più al cielo... Bellissima... portami un'altra volta al mare.

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