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Deficit educativo

Ti generammo
estensione della nostra scalpitante simbiosi
che aspirava a farsi
preghiera di comunione con l'universo;
ti cesellammo gemma di autentico amore
nei primi giorni ti sventolammo
dinanzi ai compiaciuti
fors'anche ipocriti e forzati
sorrisi di parenti e conoscenti;
del male non ti capacitavi
rantolato da schegge di televisione feroce
il tuo corpo si scopriva ragazzo
fino a macerarsi nel conflitto
supremo e lacerante
tra dover essere uomo
e desiderare l'eterno imprigionamento
nella tua rinfrescante ragnatela di bambino.
Quante volte
desiderasti che il tuo dubbio
divenisse nostra missione per sconfiggerlo
quanto ci sorprendesti
sul divano stritolati da programmi demenziali
ad alzare il volume dell'apparecchio
perchè i tuoi drammi
ci impedivano di sentire le voci del tubo catodico;
quel rumore complice
soffocava il brusio accecante
del nostro non saperti essere genitori
non ascoltarti
per non scorgerci fallimento,
per non sfidarci
per non violare le nostre certezze di cartapesta
per non capire
che tu desideravi capire.
Perdonaci, allora,
se dovesti creare in te stesso
la voce del tuo traballante crescere
per inventarti persona fiera e responsabile.
Ti creammo
ma mai davvero ti amammo
e quanto ci resta ormai è soltanto
la maledizione graffiante
di non poter risuscitare quel tempo
in cui non abbiamo voluto essere
nelle contraddizioni del tuo tempo
che invocavano attenzione
amore che non si vergognasse
di essere amore.

 

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7 commenti:

  • cristiano comelli il 21/11/2011 18:19
    Ricambio di cuore la stima e la partecipazione, cara signora Rosarita. Certo educare non è semplice, lo so. Non sono padre, dovrei in effetti essere l'ultimo a parlare. Però vedo l'indifferenza con cui taluni genitori si accostano al processo educativo, essenziale non per imporre ai figli dei valori ma per aiutarli a scegliere i valori migliori che li fanno davvero uomini e responsabili verso loro stessi e la società in cui vivono. La ringrazio tantissimo per questo suo apprezzato contributo di pensiero, a presto. Cordialità.
  • Rosarita De Martino il 21/11/2011 07:30
    Caro Cristiano, purtroppo oggi viviamo il grande dramma della vita. I nostri figli barcollano fra il nostro permissivismo e l'oppressione dei mass media, che propongono ed impongono mode e bisogni fittizi per perseguire soltanto un piacere immediato, fine a se stesso. Con grande stima e partecipazione. Rosarita
  • cristiano comelli il 20/11/2011 20:53
    Il suo commento è una contraddizione unica. Prima parla di consumismo e società che ci stanno dividendo lasciando intendere che siano qualcosa di ineluttabile poi dice chea comunicare non rinuncia mai. E allora delle due l'una. O i due scenari di cui sopra sono ineluttabili, oppure bisogana fare qualcosa per cambiarli. Decida lei che posizione prendere perchè così come l'ha prospettata non è chiaro per nulla.
  • Anonimo il 20/11/2011 19:55
    È l'intero sistema che rema contro i genitori... l'amore per i propri figli è sempre stato il pilastro della saggezza ma oggi più che mai il consumismo ci sta dividendo... prova a dire di no a un figlio e si sentirà subito un diverso, prova a spiegare ad un figlio quanto è bella un'alba o un tramonto o semplicemente di fermarsi un attimo ed ascoltarsi... ti guardano, si fa per dire e, scappano via trascinati da un sistema che vuole questo... noi... io... mi sento impotente... e credimi di parlare, di comunicare non rinuncio mai...
  • cristiano comelli il 20/11/2011 16:19
    Grazie ad ambedue. Il problema del deficit educativo mi pare tristemente attuale. Non so se e quanto io sia riuscito a rendere l'idea entro questi pochi e confusi versi ma credo che ogni genitore dovrebbe porsi, anche se indubbiamente fa mille sacrifici derivanti dalla sua intensa giornata lavorativa, il problema della presenza educativa accanto al proprio figlio. È atteggiamento pericoloso, a mio modestissimo avviso, dire al figlio che tanto la vita se l'imparerà da sè. Esiste, non ne dubito, una parte di verità in questo, ma il figlio ha inizialmente bisogno di sostegno, di sapere che ci si è per il suo essere, per il suo essere che si è ardentemente desiderato e di cui si auspica l'armonioso compiersi. Per questo auspico che i genitori, anzichè sempre allungare mancette ai loro figli o portarli a scorrazzare al centro commerciale, si regalino con essi che so un pomeriggio al parco o a un museo, o anche davanti al televisore spento per raccontarsi, per lasciarsi scoprire vicendevolmente, per capire che il dialogo crea nella vita una vera magia. Che il figlio può scoprire sempre più il genitore nei suoi pregi e limiti e in chi è già passato dal suo percorso, ovvero, appunto, il genitore stesso quando era bambino, possa scorgere scompensi da evitare e strade da percorrere. Cari genitori, i vostri figli sono una risorsa, sempre. Non disperdetela per poi vivere di rimpianti quando saranno volati via e avranno la loro vita indipendente, come ciclo naturale della vita esige, e li avrete dunque sempre meno dinanzi agli occhi. Cordialità.
  • loretta margherita citarei il 20/11/2011 16:06
    molto bella mi complimento
  • Vincenzo Capitanucci il 20/11/2011 08:16
    Una gemma Autocritica... di Autentico Amore... A. A. A..

    Splendida Cristiano... a far-si preghiera di communione con l'Universo...

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