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Novembre, in attesa che passi

Se tornano i profumi
dei giorni buoni
-brevi come zuccherini
rubati alla glassa dei dolciumi-,
figurati il tanfo stantio
Delle speranze che abbandoni.

Crescono, nonostante le percosse
ed i tarpamenti vari
e gridano nel tuo orecchio e piangono
eterni neonati malati
che non sai più calmare, cullare.

E desideri allora perderti
tra i fianchi delle risate
e ridere, dei fianchi
su cui spargeresti invece,
felice, queste parole salate.

 

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1 commenti:

  • - Giama - il 22/11/2011 23:15
    Gran bella poesia, scritta benissimo; piacevolmente letta!
    complimenti!
    saluto
    Gia

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