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Sogno

Ti sogno la notte che m'accarezzi ancora
come nel tempo ch'eravamo ragazzi,
quando sicuro in me posavi
la dolce utopia del tuo sentimento.
Sopra il guanciale segnato dal giorno
abdico il limo della ragione -
somiglia a un plenilunio questo sogno
un tempo in cui tutto è concesso;
giglio appeso nell'ombra
t'amo e t'accolgo dentro il mio corpo,
spoglio relitto del tuo passato
nel mare scosso del bisogno che sento.
Come il dolore dentro le ossa
vedo il tuo corpo tornare da un bosco,
hai ghirlande di fiori e mi parli -
le tue parole m'arrivano al fondo,
là dove dorme il compagno che ero.
Minimo come il principio d'un fiore,
frutto di grazia inattesa -
con il pensiero volo da te,
cerco di vincerti ma tu mi sfuggi.
Come il cristallo un'inutile luce
sprigiona al tramonto senza scaldare,
sei mozza radice che tiene alla vita
un cuore di rosa che sa di morire,
mio amato sempre, cantico muto.

 

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