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Riflessioni di un nonno

Di guardia alle necropoli,
piovono trafitture gli aghi dei cipressi,
si confondono col mio affanno salato
e mi ridanno il valore della vita.
Soffio breve mi rincorre,
sabbia imbratta i miei passi,
ma Ugo mi aspetta,
io lo vezzeggio, passeggio con lui,
sgambetta, mi diverte;
stringo Davide al petto,
lo aspetto davanti alla scuola
e ciò mi consola,
mi danno ossigeno e scopo,
sono nuove scoperte per me
e sorvolo quella mia primavera
quando non c’erano questi rimpianti
ma tanti altri meno importanti.
(2006)

 

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9 commenti:

  • Maurizio Cortese il 27/04/2010 23:13
    Magistrale il verso "sorvolo quella mia primavera...": vedersi dall'alto e scoprire che ciò che si credeva un tempo importante impallidisce a confronto del presente. Pura poesia.
  • francesco muscarella il 20/10/2008 16:36
    Molto bella!
  • augusto villa il 21/10/2007 14:47
    Bella, sentita e carica di sentimento, molto piaciuta... Ovviamente ben scritta... Ciao!
  • Chiara S. il 12/06/2007 23:16
    davvero splendida poesia, anche se per me è presto per comprendere il significato profondo di queste parole...
  • Federica Vergondi il 02/06/2007 12:40
    Belliissima, ma ha davvero commosso...
  • roberto mestrone il 29/05/2007 18:49
    Tenerissime ed intime sensazioni che si possono percepire dagli... ANTA in avanti.
    Non abbiamo più la nostra primavera, Ugo, ma ci consolano altre scoperte che ci assegna la vita...
    Oggi ti ho proprio dedicato gran fetta del mio tempo!!!
    Ro
  • lory giacobbe il 29/05/2007 18:29
    Figli, per loro dimentichiamo tutto. Bravo
  • laura cuppone il 29/05/2007 18:22
    ... spero che i tuoi nipoti ereditino la tua grande sensibilità... ciao L

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