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A Walter Tobagi

Cara penna
il tuo inchiostro mi fu dono inesauribile
del sacro richiamo della libertà
del vetro rilucente
di un onesto e coraggioso informare;
ti dondolavi sovrana
tra le mie mani di umile cronista
volteggiavano le parole
che promanavano dal tuo grembo
con la grazia di una farfalla leggera
in quelle stanze
a volte eccitate altre volte assonnate
del Corriere della Sera.
Non piangere, redazione
se la mia vita quella sera
non rispose più al mio richiamo;
le mie parole e io
ci parlammo per anni, per ore
ci promettemmo a vicenda
di non essere mai schiave
di vigliaccheria e prepotenza
fu una missione
che la notte mi scolpì sul cuore
contrastare il brigatismo
capirlo per condannarlo
e camminare sottobraccio al rischio
della lacerante condanna
travestita da pistola
per averlo davvero compreso.
Se davvero vuoi ricordarmi
ama il Dio
dell'essere sempre liberi e sinceri
che cercai di far vivere
nel vibrare dei miei articoli.
La verità dà forza alla vita,
e la vita dà alla verità
il dono impalpabile e soave
di una vera eternità.

 

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1 commenti:

  • cristiano comelli il 26/11/2011 14:42
    Walter Tobagi non può nè deve essere dimenticato, strenua penna che denunciò il dramma del brigatismo rosso ocn un giornalismo indomabile e coraggioso pronto a rischiare la propria vita pur di sensibilizzare su questa lacerante piaga che decine di morti ha mietuto nei cosiddetti anni di piombo. In un'epoca nella quale il giornalismo servile abbonda, Tobagi è la stella polare che richiama alla nobilità di questa professione che non nasce per deformare, ma per informare. Cordialità.

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