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Acceso spento

ci acquattammo sotto un grande tappeto rosso e ballammo a lungo
mentre i bambini facevano strani disegni con gli elastici tagliati.
A quelli che non riuscivano più a sognare
venivano messi nasi posticci che diventavano verdi poi rossi e suonavano strane melodie.
Non restavano certo fermi i disegni,
cercavano in modo quasi impercettibile di forzare le cornici
e così piccole gocce di colore cominciavano a trasudare e mescolandosi attraversavano le pareti sparendo dove non sapevamo.
Fieri di loro,
si sentivano voci con questo tono
ma credo che fossero parole raccontate da qualcuno
forse dai più speranzosi.

 

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1 commenti:

  • cristiano comelli il 27/11/2011 12:27
    Piacevole, mi avvince in modo particolare l'immagine dei disegni che non stanno fermi. In effetti chi sa disegnare veramente, pur partendo da un ovvio confine di staticità della propria composizione, sa rendere attraverso un sapiente uso dei colori l'idea del dinamismo. È proprio anche dei grandi pittori e dei grandi scultori. Ma i disegni non stanno fermi anche perchè il nostro sguardo cerca sempre di dare a essi movimento attraverso fruizioni sempre inconsuete, soggettive ma dense di significato, fino a farci pervenire all'identificazione totale del muoversi della realtà creata attraverso l'arte con la realtà vera. Mi perdonerà se ho voluto soffermarmi su questo singolo verso, apprezzo l'interezza della poesia ma questo verso mi ha colpito in modo particolare. Cordialità.

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