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Fosse ardeatine

Non ci perdonaste
di avere parlato con la voce
intrisa di orgoglioso pianto
di una libertà davvero fiera
di abitare nelle nostre anime partigiane.
No, non ci perdonaste
di avere svergognato con la nostra dignità
di italiani feriti ma mai prostrati
il vostro stridulo suono
di tintinnanti svastiche
e di vigliacchi fasci;
la vita non ci cesellò
in questa splendida lingua di terra
nella quale dimorano le nostre anime
anelanti e malferme
per essere collezione di prigionieri
per i vostri sorrisi sarcastici
e per il vostro illudervi
di essere uomini
annientando altri uomini.
Venite, cari ragazzi
che oggi nel pozzo della vostra anima incerta
cercando andate
speranze a cui far abbeverare i vostri passi
ci troverete
tutti uguali eppure tutti diversi
in una fila armonica di bare
nomi, date di alfa e omega
perchè sentiate la nostra voce
vi basterà carezzarle
scoprirete allora
che le pallottole codarde di quei fucili
non hanno preso in ostaggio il nostro ricordo
scorgerete
la ricchezza senza confini
della capacità di vivere
con le bandiere della responsabilità
della libertà e della giustizia.
Perchè non sia vano
il fluire indifferente della storia
occorre che parliate al tempo
lui saprà dirvi veramente
ciò che per voi
tentammo di essere
e che per voi saremo
se non ci dimenticherete.

 

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9 commenti:

  • erica frau il 13/12/2011 20:25
    spaventosa la storia.. dovrebbe servirci x riflettere, purtroppo invece spesso si ricade negli stessi errori.. bella e commovente questa tua poesia
  • cristiano comelli il 02/12/2011 18:06
    Grazie Anna, sono commosso come sempre. Credo che l'imperativo di noi tutti, me per primo, sia di lottare fieramente contro ogni forma di revisionismo che tende a depotenziare il dramma di queste vicende. La storia non deve essere letta secondo il colore, i drammi sono drammi. Lo dico con riferimento ad alcuni "studiosi" e "politici" che cercano persino di farci credere che l'Olocausto sia stato un'invenzione della storia. Grazie davvero, una preghiera per quei poveri morti innocenti siano le parole che voi tutti, gentilmente, mi avete inviato.
  • Anonimo il 02/12/2011 18:01
    Quinta elementare, dal paesino in gita a Roma, la maestra ci portò lì! Non ho più dimenticato, come il sacrario di Redipuglia... tutti quei nomi a racchiudere vite spezzate per la stessa pazzia che è la guerra. Grazie Cristiano!
  • cristiano comelli il 28/11/2011 15:50
    Grazie a lei, cara Carla, se penso al groppo in gola che mi ha preso quando ho visto quella fila di bare accomunate dal fatto di custodire i resti di vittime della follia umana mi si stringe il cuore ancora oggi. Cordialità.
  • Anonimo il 28/11/2011 10:06
    racconti lontani della mia cara nonna... che conosceva storie di persone che lì riposano in pace... non bisogna dimenticare... mi hai toccato l'anima bravo cristiano... un abbraccio, se posso permettermi carla
  • cristiano comelli il 27/11/2011 23:31
    Grazie Giama, sono commosso. Cordialità.
  • - Giama - il 27/11/2011 23:16
    Una poesia che mi evoca tanti ricordi ed emozioni, come se mi appartenesse...
    grazie!
    saluto
    Gia
  • Vincenzo Capitanucci il 27/11/2011 13:28
    L'eccidio... senza parole Critiano.. solo dolore...

    ... e per il vostro illudervi
    di essere uomini
    annientando altri uomini...
  • cristiano comelli il 27/11/2011 12:43
    Questa riflessione è improvvisata ma nata da una visita realmente effettuata alcuni anni fa nei luoghi dell'eccidio e dopo al sacrario in cui riposano le povere spoglie delle vittime. Quel giorno piansi, e quel pianto lo sfogai poi promettendo a me stesso che avrei scritto qualcosa per dire a queste persone quanto le amo e le porto nel cuore. Non vi è niente di artistico in questo componimento, non è l'arte che conta in questo caso, ma l'amore verso chi amò la libertà per noi. Un abbraccio a tutti i parenti ancora eventualmente in vita di questi poveri morti innocenti.
    Cordialità.

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