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Figli del distacco

Viole d'ombra su d'un prato
Attecchiscono alle stelle
Per farsi camminare piano;
Raccogliendo le mani
Nella preghiera più oscura
Violentemente implorata;
Spiaggiamo piano i silenzi
Per impadronirci del tempo.
Resto svegli la notte
Perché amo restare solo
A scegliere un distacco
E lo spero fino a quando
Non potrò altri voli
Su questo mondo materasso
Che mi obbliga a morire
Piuttosto che sognare.
A piedi nudi su d'un lago
Continuerò a ballare
Per non far cessare il moto
Di questi occhi girasole
Attecchiti con la luce
Desiderosi ancora di spiaggiare
Sulla prima elemosina d'amore,
Ma tu non sai ascoltare
Quanto può essere profondo
Il battito di un cuore.
Un immenso permanente
Si scuote sempre e continuamente
E si insegue invisibile
Dentro le anime degli sconosciuti
Che sono l'illusione di sé stessi
E rimangono nudi a piangere
Sorridendo solo per i riflessi
In una finzione d'esistere...

 

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3 commenti:

  • Alessandro Bellomarini il 29/11/2011 08:31
    Grazie a tutti e due ragazzi!
  • luigi granito il 28/11/2011 20:35
    Molti passaggi sono pura poesia. I tuoi " occhi girasoli " rivelano un 'anima in cerca di risposte, forse le vuoi trovare anche nella poesia, " scrutando le anime degli sconosciuti " . Il mondo ha bisogno di voci interiori, come i tuoi versi, perchè nel mondo poco è rimasto di delicato se non le parole dei poeti. Bravo Alessandro
  • stella luce il 28/11/2011 19:26
    letta più volte... mi ha preso l'animo... stupendi versi particolarmente sentiti...

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