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Quale cecità

Lo so, amico
perchè occhi non possiedo,
perchè il mio sguardo
viaggi come una nave orfana di faro;
è un discorso che imprigionato resta
tra il mio cuore
e la voce incanutita
eppure sempre giovane
della natura.
Dirti posso soltanto,
che le mie iridi nuotano
nel lago di uno sguardo più grande
dove il buio e la luce
si tendono la mano
compiute e msi confliggenti identità.
Io possiedo il segreto
per sentire il palpitante prisma di colori
danzare sulle mie mani
non più tremanti ma sicure
da quando una carrozza di vento
caricò su di sè
l'impronta dei miei capelli mossi
per dirmi che Dio
aveva intarsiato nei miei giorni
una vista
che non si nutre di transizioni materiche
ma di morbide,
ineffabili, rutilanti
essenze spirituali.
Sei tu il vero buio
quando compatisci il mio buio:
farti comprendere non posso
che l'oscurità
è la preghiera che si inventa perenne sera
per scuotere il bagliore che possiedo dentro
ti sto osservando
con il mio tatto e i miei respiri
ti sto udendo
mentre ti arrampichi imbarazzato
sulle pagine del tuo piccolo vocabolario
per non ferirmi;
"non vedente"
quale insulsa ipocrisia
quale cartesiana banalità
la tua lingua ha cesellato
per mascherare la tua impotenza
nel ricercare la lucerna di me stesso
in cui ti so davvero vedere;
non amare i miei occhi inesistenti
ama invece quella parte di essi
che ti condurrà al mio vero amarti.
E là dove, gemendo,
mi pensi lontano
sarò la pelle indelebile
di un'eterna vicinanza.

 

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7 commenti:

  • cristiano comelli il 02/12/2011 22:21
    Grazie infinite, Ettore, per la splendida testimonianza per la quale, stavolta, mi sono commosso io. Quanto penso del modo in cui si debba considerare la cecità e chi purtroppo ne è affetto l'ho già espresso nella poesia, sarebbe un ripetermi. Esprimo piena vicinanza a tuo fratello e naturalmente a te. Grazie ancora e cordialità.
  • Ettore Vita il 02/12/2011 22:17
    Caro Cristiano,
    la tua poesia e il tuo senso della vita mi commuovono. Nelle mie carni sento un qualcosa di indescrivibile che mi fa sentire piccolo di fronte a tanta dignità e forza di vivere.

    Carissimo, ho un fratello cieco, quasi della tua età, un cieco che ha lottato contro la malattia, la cecità e l'ambiente. E ancora la cecità è il suo principale scopo di vita, forse persino prima della famiglia che si è creata.
    Tramite lui ho visto (conosciuto) i ciechi, il problema e la ricchezza della cecità.
    Poi ho lavorato con i ciechi, da lettore ed istitutore, quando c'erano i collegi (al Martuscelli a Napoli).
    Ho imparato che i ciechi non vanno assolutamenti compatiti, ma rispettati ed ammirati. Penso che da loro c'è tanto da imparare, tramite loro possiamo guardare in modo diverso e in profondità il prossimo e il mondo... io ho visto il verde la prima volta ad uno stadio con due ciechi. L'ho scritto in una mia poesia.
    Cordialità, Ettore
  • cristiano comelli il 02/12/2011 21:30
    Grazie a tutti, vorrei esprimere una dedica particolare. Naturalmente la poesia è dedicata a tutti gli ipovedenti e non vedenti che ci insegnano davvero a vedere la bellezza della vita, e lo dico senza retorica. Ma in particolare, se mi permettete, vorrei indirizzarla a un cantante che mi fa sempre vibrare molto quando lo ascolto ed è Andrea Bocelli. Un grazie sentitissimo ad Andrea per quella voce che Dio gli ha donato e che sa impiegare in modo tanto celestiale.
  • loretta margherita citarei il 02/12/2011 21:18
    è una delizia leggerla complimenti
  • karen tognini il 02/12/2011 19:35
    Stupenda Cristiano... anche questa tua poesia mi tocca da vicino avendo mio padre quasi ceco.. lui pero' ha conosciuto i colori della vita... adesso ha quasi novant'anni e vive con filo di luce da molti anni ormai...
    Bellissima...
  • cristiano comelli il 02/12/2011 17:29
    Grazie Vincenzo, sempre gentilissimo, vengo a farti visita perchè non vedo l'ora di vedere cosa ci hai donato oggi. Perchè chiunque di voi scriva su questo sito, lo dico senza retorica, mi fa un dono grandissimo. Di cui spero di poter essere riconoscente a sufficienza attraverso le povere cose che scrivo. Cordialità.
  • Vincenzo Capitanucci il 02/12/2011 17:26
    Splendida Cristiano...

    ... possiedo il segreto
    per sentire il palpitante prisma di colori
    danzare sulle mie mani
    non più tremanti ma sicure...

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