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Al giudice Giorgio Ambrosoli

Fendo fiero
con l'orgoglio
della fedeltà alla giustizia
questa dispettosa,
talvolta lacerante nebbia di Milano.
Mi ricorda
la caligine che avvolge
un mondo economico nato
per la felicità di tutti
e riscopertosi putrido:
l'amore per verità e onestà
mi tese una mano nel buio
mi esortò a essere daga indomabile
per frantumare quel rivoltante
incandescente gioco
di scatole cinesi
di società incastrate
in altre società
per umiliare impuniti il fisco;
notti insonni trascorsi
tra carte e carteggi
maresciallo Novembre
tu solo custodisci ora in vita
quanto io provai a compiere
prima che la morte mi stritolasse
donna ignobilmente traditrice
armata sempre
della propria incrollabile puntualità.
Amata famiglia
amare il mio lavoro
era il modo per amarvi davvero
per dimostrarvi
che esistevo per voi;
più non mi vedeste salire le scale
in quella via Morozzo della Rocca
che in un frammento maledetto
balbettato dal destino
si targò del mio sangue;
non restino di me
intitolazioni di biblioteche,
sale conferenze
aule universitarie o scuole,
resti il mio grido silenzioso
che ha viaggiato sull'onda del lavoro
perchè nell'onestà di noi tutti
il mio sacrificio non sia stato vano.

 

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5 commenti:

  • ELENA MACULA il 02/12/2011 23:39
    onestà e caliggine che nella società di oggi ricopre un po' tutti gli ambiti, bella la metafora della caliggine intesa come disonestà!!!! per me che lavoro in un forno a bucce di mandorla e ben altro ma allo stesso modo ricopre tutto, amore per ciò che si fa amore per l'onestà... tutti valori oggi vivi in pochissime persone... belle e veritiera!!!!!!!!!
  • cristiano comelli il 02/12/2011 21:37
    Troppo buona, cara Anna, spero davvero che la memoria di Ambrosoli, ma ne potrei citare tantissimi altri di cui non escludo di cercare di occuparmi in qualche contributo successivo, viva in ognuno di noi. Un uomo buono, retto, onesto, sempre pronto a sacrificarsi per fare trionfare la bontà in questo paese, un uomo rigoroso nel suo lavoro con un rigore che gli era dettato dall'amore immenso che aveva peril paese in cui viveva. Riposi in pace, dottor Ambrosoli. E grazie di cuore.
  • Anonimo il 02/12/2011 19:00
    Come l'Attore studia e fa suo il personaggio da portare in scena fino ala totale immedesimazione, così fai tu, in tutte le tue opere:: prendi per mano la tua creatura e in prima persona la canti sempre e soltanto con bravura ed amore immenso. Leggerti è bellissimo.
  • cristiano comelli il 02/12/2011 18:37
    Grazie signor Matteo. Ho sempre ammirato e ammiro chi, come Ambrosoli, seppe rischiare la vita per fare prevalere la giustizia e la legalità in questo paese. Figure come Ambrosoli, almeno per quanto mi concerne, vanno prese a esempio costantemente. Non si piegò alle minacce, prima velate e poi esplicite, di Michele Sindona e continuò il suo lavoro di accertamento delle illegalità compiute da quest'ultimo. Ho letto di recente una sua biografia scrittra dal figlio e mi sono davvero commosso. Questa poesia vuole essere il mio personale grazie ad Ambrosoli e a tutti coloro che ci onorano, come lui, di essere italiani con il loro esempio. Cordialità.
  • Anonimo il 02/12/2011 18:26
    complimenti, bella davvero. fare poesia di un tema del genere non è da tutti

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