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Sera danubiana

Sono folletti incandescenti
queste luci che solleticano
la pelle eburnea dell'acqua;
naviga, buio striato di incompiutezza
naviga
fin dove amoreggerai
con memorie stalattitiche
di fasti asburgici
finchè il bacio ancestrale
della chiesa di santo Stefano
non ti doni una coperta per il riposo;
di quanto fiato
ti ha fatto invadere Dio
amato, spumeggiante Danubio mio
per rapire con lo sguardo
in una nuvola di per sempre
le carrozze fiere
di Sissi e Francesco Giuseppe;
quante lacrime sapesti accogliere
quando il bosco di Mayerling
ti tese i suoi occhi
intristito e rassegnato
per essersi risvegliato
ignaro sacello
di Rodolfo e Maria Vetsera.
Corri, Danubio
corri fino a impazzire di melodia
dove il castello di Schonbrunn,
seduce le dame raffinate della sera
con concerti di luce frastagliata:
raccoglieranno le tue labbra
le seduzioni terzinate
di un incantato Wiener blut,
dame e cavalieri
tutti affratellati
in una sarabanda di danze auliche
che addomesticano i pensieri;
dormi, Danubio mio, dormi
mentre un valzer
immerga nelle tue acque
una mongolfiera di cristallo
che emergerà ricolma
dei sorrisi che hai lanciato ai turisti,
Vienna ti benedice
cavaliere orgoglioso e festante di storia
su ardenti fraseggi mozartiani;
vivi, Danubio
e farai vivere.

 

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16 commenti:

  • cristiano comelli il 10/12/2011 14:53
    Grazie Vincenzo, io spero invece che Vienna e il Danubio noin se ne abbiano a male se questa mia povera penna ha inteso rinchiuderli in qualche goccia di poesia per riuscire ad amarli per sempre. Ciao.
  • cristiano comelli il 10/12/2011 14:53
    Grazie Vincenzo, io spero invece che Vienna e il Danubio noin se ne abbiano a male se questa mia povera penna ha inteso rinchiuderli in qualche goccia di poesia per riuscire ad amarli per sempre. Ciao.
  • cristiano comelli il 10/12/2011 14:52
    Grazie Vincenzo, io spero invece che Vienna e il Danubio noin se ne abbiano a male se questa mia povera penna ha inteso rinchiuderli in qualche goccia di poesia per riuscire ad amarli per sempre. Ciao.
  • cristiano comelli il 10/12/2011 14:48
    Ringraziando anche Gianni e Karen per il lusinghiero commento a riscontro di questo mio ultimo invio, devo dire che un ballo nobile come il valzer non poteva che nascere da una città nobile come Vienna. Ma non sottovaluterei anche il fascino, meno appariscente ma di non minore sostanza, di Salisburgo con quello splendido castello dalla cui terrazza si domina l'intera città. Questa poesia intende essere, non l'ho detto prima e lo dico ora, anche un profondo ringrziamento a Wolfgang Amadeus Mozart che ha dimostrato come la musica sappia rendere l'uomo davvero immortale. Che peccato che il destino gli abbia regalato così pochi anni di vita. Quante altre perle ci avrebbe regalato?
  • Vincenzo Capitanucci il 10/12/2011 14:46
    Penso che Vienna ed il Danubio... Ti benedicano per questa Tua Poesia... Cristiano.. gli Ausburgo... come tutti i regnanti... vollero regnare su tutta l'Europa... mentre fluide scorrevano le acque azzurre del Danubio...
  • karen tognini il 10/12/2011 12:07
    Ma che bella lirica Cristiano... sono stata a Vienna molti anni fa... una citta' molto bella con il suo bellissimo Danubio blu che ne fa da cornice... bellissimo il castello di Schonbrunn... in una danza di emozioni!!!
    bravissimo... Complimenti!!!
  • Gianni Spadavecchia il 10/12/2011 08:24
    Molto intensi questi versi, gli ultimi piaciuti particolarmente. Ci tengo a ringraziarla per la recensione alla mia poesia. Grazie e cordialità.
  • cristiano comelli il 10/12/2011 07:08
    Grazie per il commento, nemmeno io, devo dire, ho mai nutrito molta simpatia per gli Asburgo che si accoppiavano tra loro in modo incestuoso pur di preservare la dinastia (e a Schonbrunn, di questo, vi è una triste testimonianza lapidea, segno del fatto che pure si vantavano). Ma gli Asburgo sono comunque parte della storia dell'Austria ed è impossibile ignorarli. Cordialità.
  • loretta margherita citarei il 10/12/2011 05:26
    sul bel danubio blu, sulle note di jhoan strauss, lei ha scritto un notevole spaccato della storia asburgica, bello il riferimento a mayerling, dove per amore vi fu il suicidio dei due amanti imperiali, comunque, non me ne voglia l'autore, ma non ho molta simpatia per gli asburgo, da buona patriota, di quel periodo, mi è rimasto impresso le lotte dei carbonari italiani, quando l'Italia unita era un sogno da realizzare. complimenti notevolissima
  • cristiano comelli il 09/12/2011 22:17
    Grazie, caro Ettore, dell'attenzione che sempre mi riserva. Questa riflessione in versi è frutto di una mia visita in Austria dove, logicamente, sono rimasto colpito sopratutto dal lento ma maestoso incedere dell'immortale DAnubio. Un caro saluto.
  • Ettore Vita il 09/12/2011 22:00
    corri fino a impazzire di melodia...
    dormi, Danubio mio, dormi
    mentre un valzer
    immerga nelle tue acque
    una mongolfiera di cristallo
    che emergerà ricolma
    dei sorrisi
    Versi molto belli pieni di patos e di coinvolgimento.
    I fiumi ci parlano e raccontano storie antiche e moderne, ci parlano della vita e della storia... ci vogliono orecchie sensibili, come le tue, per ascoltare.
  • cristiano comelli il 09/12/2011 21:40
    Poi su questa sera danubiana mi taccio per sempre, ho apportato la modifica da seppi a sapeste. Scusate l'invadenza. Forse la scemenza mi sta invadendo. Cordialità.
  • cristiano comelli il 09/12/2011 21:39
    Non soffro ancora di Alzheimer, ho semplicemente trasmesso tre volte la stessa cosa perchè la procedura non me la dava trasmessa. Sorry.
  • cristiano comelli il 09/12/2011 21:38
    Chiedo scusa per un errore involontario, al verso 19 il verbo "seppi" è in realtà da intendere come "sapesti" perchè immagino di essere io a parlare al Danubio, dandogli quindi del tu. Accade quando le poesie si improvvisano e quando chi le scrive è, come il sottoscritto, pervaso sempre da un'irrefrenabile emozione che lo porta a sproloquiare. Cordialità a tutti.
  • cristiano comelli il 09/12/2011 21:38
    Chiedo scusa per un errore involontario, al verso 19 il verbo "seppi" è in realtà da intendere come "sapesti" perchè immagino di essere io a parlare al Danubio, dandogli quindi del tu. Accade quando le poesie si improvvisano e quando chi le scrive è, come il sottoscritto, pervaso sempre da un'irrefrenabile emozione che lo porta a sproloquiare. Cordialità a tutti.
  • cristiano comelli il 09/12/2011 21:37
    Chiedo scusa per un errore involontario, al verso 19 il verbo "seppi" è in realtà da intendere come "sapesti" perchè immagino di essere io a parlare al Danubio, dandogli quindi del tu. Accade quando le poesie si improvvisano e quando chi le scrive è, come il sottoscritto, pervaso sempre da un'irrefrenabile emozione che lo porta a sproloquiare. Cordialità a tutti.

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