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Portiere d'albergo

Mi frustano i confini degli occhi
volti che ondeggiano severi o sorridenti
tra il fruscio
di carte d'identità sgualcite.
C'è sempre l'ombra
di una camera corteggiata
da arabeggianti essenze
e applausi di mazzi di fiori
che attenderà cuori
che mai conoscerl davvero;
primo piano
ecco il consumarsi inebetito
di una colazione traboccante
per far sprofondare
tra le fauci della notte dimenticata
i graffi di litigi banali
secondo piano
rantolano lacrime
valigie che videro unioni
festeggiarsi
ignare di stare per decomporsi;
bussano alle mie dita
prive di coinvolgimento
lettere di amici che si ritrovano
o deliri di ragazzi soli
invaghiti di sfuggenti meretrici;
non mi insegnò
questo tempo che si arrampica sulle anime
senza chiedere loro il permesso
a inventarmi confidente
ma ad ammucchiare segreti
rubati da stanze
che sempre echeggiano di storie nuove
dimoranti sulle labbra
di cameriere sogghignanti;
cliente
volto che fosti
fatto per non lasciarmi il segno
la notte mi comandò di attenderti
e di occultare al tuo sguardo
intinto in borghese tristezza
le litanie urlanti e ingannevoli
del rhum che sempre chiedi;
insegnarti non desidero
a essere autentico uomo
ma neppure a negarti all'esistere
mentre tuo figlio
ignaro incolpevole
diluvio di diseducazione
sbeffeggia l'atrio
con le scimitarre adolescenziali
delle sue pallonate.
Ricomincerà
il gioco inviolabile
del mio irregolare meditare
su documenti di destino
quando le luci moriranno ancora al giorno
rivelandomi portiere
un po' per missione
e un po' per dovere.

 

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1 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 14/12/2011 03:52
    Bellissima Cristiano... mi ha riportato nella memoria..."Albergo a ore" cantata da Herbert Pagani... grazie...

    quando le luci moriranno ancora al giorno
    rivelandomi portiere
    un po' per missione
    e un po' per dovere.

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