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Manicomi

Ogni volta che sogghigni
del nostro ignaro sorridere
pugnali l'essenza del tuo vivere.
Non osservarci
con la severità inebetita
di un vecchio e ormai esausto maestro
mentre in corridoi
umidi e abbandonati
giochiamo a volare
come gli aerei e gli uccelli
a cantare usando per microfono
lo spazzolone del bagno;
vogliamo solo essere vita
come siamo stati cesellati vita;
matti, dici tu,
illudendoti di ferirci
con il tuo vocabolario
sciabordante di presunzione
ebbro della normalità suicida
del tuo insano lacerarci;
ci vedrai rincorrerci tra noi
mentre intoniamo i versi dei passeri
ti regaleremo
la magia che solo sa comprendere
chi addestra la sua malferma vita
ad amare di vero amore
i nostri sguardi
persi soltanto
se ti arresti alla nostra superficie.
Non conosciamo
il dolore pugnalante dell'abbandono
perchè la notte
sappiamo colloquiare con la nostra solitudine
e ci lasciamo dire dalle sue carezze
che lei sarà sempre ad attenderci
per farci scorgere vita degna.
E se ci risucchierà
l'autodistruttiva tentazione
delle labbra di un balcone spalancato
nel filo del nostro ultimo fiato
ti aspetterà la nostra storia
pronta a regalarti per sempre
il senso di quel nostro essere
che sempre ti abbiamo rivelato
ma su cui i tuoi occhi hai serrato.

 

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • senzamaninbicicletta il 17/12/2011 05:58
    questa poesia è un viaggio. Un viaggio tra i corridoi di una vita cesellata con una fantasia diversa, colorata di molti più colori che i 7 dell'arcobaleno. L'autore riesce splendidamente a trasmettere immagini che dialogano con il lettore e lo trascinano in quei corridoi tra cantanti, artisti ed eroi che troppo spesso non vogliamo riconoscere perché non li vogliamo vedere. Poesia stupenda

6 commenti:

  • cristiano comelli il 17/12/2011 12:15
    Caro Stanislao, non sa quanto sono d'accordo e l'ho anche scritto in risposta ai commenti di altri. Cordialità.
  • Stanislao Mounlisky il 17/12/2011 11:17
    non conosco le attuali leggi nè i reparti psichiatrici attuali, so solo che molta gente che gira indisturbata per le vie, gli uffici, gli stadi e i metrò è potenzialmente molto più pericolosa delle persone di cui parli... e basta leggere i giornali per farsene una idea...
  • cristiano comelli il 17/12/2011 10:41
    Grazie, troppo buono. Spero soltanto che si riesca, da subito, a considerare davvero la dignità di queste persone. I veri folli sono appunto, come ho cercato di fare capire, coloro che non la considerano, in forza di chissà quale autorità di giudicare che essi si sono insanamente attribuiti. Cordialità.
  • - Giama - il 16/12/2011 22:11
    Si Cristiano, condivido ciò che dici!
    Il mio "restituire" intendeva esprimere proprio questo: la dignità è propria di queste persone, l'ignoranza altrui cerca forse di sottrarla...
    Ciao, un caro saluto.
    A presto
    Giacomo
  • cristiano comelli il 16/12/2011 21:50
    Grazie Giama, devo solo dire una cosa: non restituisco dignità a queste persone, almeno per quanto mi riguarda, per il semplice fatto che ce l'hanno già. E penso che, nella loro follia, sono assolutamente molto spesso più normali di chi follemente vuole mettersi una maschera per apparire quanto non è. Quanto avrebbero da imparare da chi sta in manicomio certi signori che viaggiano in doppiopetto. Grazie dei complimenti e un caro saluto.
  • - Giama - il 16/12/2011 21:47
    Bellissima!
    I versi conducono delicatamente nei corridoi di una realtà conosciuta, ma spesso trascurata, nella quale all'indifferenza si aggiunge la derisione sprezzante e offensiva!
    Restituisci dignità alle persone cui dai voce con la tua poesia e da grande artista ne rappresenti la magia in un magistrale quadro!
    Complimenti!
    Ciao Giacomo

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