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I Cortili dei Corvi

La mattina
l'allarme era su i campanili
e la notte
indicava loro la via
per l'estirpazione.

C'erano boati,
e nessun uomo
invocava la fuga
al richiamo dei mortai
percossi come martelli
sull'eco di qualche
piccolo urlo
equivocato,
come un miagolio
tra due incroci di una strada.

Chi era in fila
aveva la benda
e veniva chiamato
a crollare come macerie
su le proprie gambe
nei cortili dei corvi
che spinti dalla fame
ne presero i resti,
gli diedero fuoco
e li nascosero
tra le mani delle bambine
con la voce dei loro padri,
al seguito.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 30/01/2012 00:12
    A parte l'offesa per i corvi, trovo quest' opera entita e condivisa, non ho capacità per giudizi su metriche e parole, ma ci sono entrambe.
  • Anonimo il 30/12/2011 15:04
    Poesia dal tema profondo e spesso troppo strumentalizzato. Toccanti ed agghiaccianti le similitudini: i corvi sono i nazisti, sciacalli che infieriscono sulle vittime innocenti. Un'ode giusta che ci aiuta a non dimenticare nessun olocausto, nessuna barbarie di noi umani a danno di altri umani.

3 commenti:

  • A. A. il 31/12/2011 00:59
    Già, anche se io avrei analizzato anche lo stile.
    Cmq, grazie per la recensione. Apprezzata.
    A. A.
  • Anonimo il 26/12/2011 10:42
    Il tema è profondo, il livello di chiusura del tuo stile si abbassa per permetterci di partecipare al dramma che dipingi sotto i nostri occhi, anche se in modo non così originale o forte. La scena che più prende è quella dove ci sono le figlie dei deportati, ma forse è soltanto perchè i bambini innocenti sono sempre commoventi. 6 --
  • A. A. il 21/12/2011 02:19
    Questa poesia parla della deportazione degli ebrei da parte dei nazisti che io definisco "corvi".

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