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Sfogo amaro

Acqua ribolle come olio
pesci e pinguini in fuga
senza scampo.

E uomini malati di denaro
e di razzismo e ferocia
inenarrabile.

Tempeste, guerre e peste
senza controllo ira
di potentati arroganti,

come di un altro pianeta
dominano gaia in lacrime
e ho vergogna d'esser occidentale.

Colluso con ingranaggi economici
a scapito di popoli alla fame
in guerra e sfruttati

che da secoli seminiamo
ed ora la raccolta di sangue.
Sorrisi a denti stretti

prima della resa dei conti
macerie di umanità
tecnologia prorompente.

Terrificante divide ed impera,
crollo di memoria di culture antiche
per ripartire da uno zero

che non vale uno, né mille
ma come evidenza di caos
cause fallite e disperazione.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • STEFANO ROSSI il 23/12/2011 15:20
    C'è tanta rabbia in questa poesia. e le cause sono tutte giuste! Il mitico poeta PANCRAZIO è arrabbiato con questa società malata, cattiva, una societa che non vuole cambiare, che forse non riesce a cambiare, perchè forse noi stessi facciamo parte di questa societa.
    Dopo aver letto questo testo ancora mi domando (senza trovare risposta) dove andremo a finire. Un bravo al poeta.

3 commenti:

  • Ada Piras il 23/12/2011 09:45
    Molto amaro.. ma pure vero.. si pensa sempre di poter migliorare
    ma è sempre più difficile... Bravo Raffaele
    Tantissimi auguri di buone feste.
  • Vilma il 23/12/2011 08:27
    versi intensi e significativi in questa bella poesia, molto apprezzato il tuo grido di rabbia.
  • gina il 23/12/2011 07:44
    Rabbia e impotenza per un mondo violato dall'egoismo umano, ingranaggi che ci coinvolgono e ci rendono complici dello scempio solo vivendo, molto sentita questa poesia, bravo!

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