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Il grido

Se preghino o scrivano
dei poeti non si sa
da quale stagione altera
si siano messi a scavare
la radice del proprio casato
Non si sa dei poeti il confine
ne del bambino
che gioca per strada
l'arco didascalico d'una primavera
per farsi rimpiangere tra i fiori
si disperdono in seno all'autunno
pur di sentire nel loro nome
il grido dai quattro venti
in loro ci disperdemmo
ben volentieri.

 

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1 recensioni:

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  • cristiano comelli il 23/12/2011 22:41
    Una buona poesia in cui la parola respira maestosa e la sostanza del contenuto si lascia esplorare con piacere. Credo sia una giusta sottolineatura, la sua, della sostanziale inafferrabilità dei poeti e in sostanza anche del concetto di poesia. Poesia, se vogliamo, è il regno dell'indefinibile e dell'incomprimibile. Cordialità e auguri.

2 commenti:


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