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Poeta affranto

Piansi lacrima amara,
ti maledico, sensibile sorte,
esaurito, a corte
mi racchiusi in bianca e stretta giara.

Tentai reazione, cara,
ma più mossi, più mi ferii a morte
così strattonai forte
chiusi il coperchio della mia bara.

Poi rividi la luce penetrare,
nel buco impolverato,
aria di primavera respirare.

In qualche modo, sì ero rinato
da baco a volare,
farfalla senza patria, ciel stellato.

 

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