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Plaza de tores

Il drappo rosso codardo
negli affondo delle corna
ti fa danzare e girare veloce
sui garretti,
Toro.
Gli zoccoli bruni
spingono la massa leale
della tua forza nera
e la coda frusta incessante
mentre abbassi la testa,
al peso delle due lune,
nell'ultima carezza
contro il fianco
dell'uomo.
Vi puntate l'un l'altro
nelle diverse pupille
dilatate dal caldo
dal sudore
dal sentore di morte
la tua , la sua.
Tu vedi la vita sottile
fremere nei fianchi ristretti
del raso verde gemmato,
sabbia ocra dell'arena
impolvera le calze colorate.
Cola il sangue vernice
dalle ferite delle banderillas
in forma di stelle rapprese.
E i fiocchi si agitano come uccelli infilzati
condannati alla tua groppa.
Cola l'ansia da dietro l'orecchio
del torero,
un canto acido che si rapprende
tra le nappe e la seta.

Eppure lui t'ama.
Nessun errore nel colpo finale
della lama
letale come il bacio
di un amante tradito.

 

l'autore mariateresa morry ha riportato queste note sull'opera

Non vorrei che questa poesia si riducesse ad un commento pro o contro la corrida. ho voluto solo riportare le intense sensazioni che ho provato nell'assistervi. Sono dalla parte del toro, ovviamente...


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8 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • senzamaninbicicletta il 31/12/2011 08:53
    dalla parte del toro o del torero non importa, l'espressione poetica dei versi rende dignità ad entrambi malgrado la cruenza (accettata o meno) della corrida. E una poesia molto bella davvero descrive sensazioni, emozioni che probabiolmente l'autrice ha colto negli occhi dei protagonisti e li restituisce intetti in questi versi. complimenti
  • Anonimo il 26/12/2011 12:26

8 commenti:

  • Grazia Denaro il 31/01/2012 19:27
    Non mi piace la corrida, ma apprezzo i tui versi ben stilati.
  • mauri huis il 11/01/2012 16:15
    Non mi piace la corrida, anche se non ne ho mai vista una, come non mi piace la spettacolarizzazione di qualsiasi uccisione. Tranne quella del debole sul forte. E anche quella senza esagerare, perchè, quando accade, forse il forte non era poi così tale. In ogni caso il toro ha SEMPRE le palle più grosse del torero!
  • loretta margherita citarei il 26/12/2011 20:45
    bella questa poesia complimenti
  • Anonimo il 26/12/2011 16:19
    Cara MT, hai ragione Alla fine si tratta solo di due modi diversi di concepire la poesia
  • mariateresa morry il 26/12/2011 16:07
    La poesia PUO' essere fatta su qualunque cosa, perchè non è la COSA che fa la poesia...è il nostro modo di leggere la realtà che eleva la stessa. Questa è la mia sfida, comunque... grazie Vitus... per altro cosa può esserci di più eroico della morte di un toro in arena? Scusami il riferimento, ma Lorca ti dovrebbe dire qualche cosa, a tal proposito!!
  • Anonimo il 26/12/2011 16:01
    Mi piace questo tuo prendere cose apparentemente impoetiche - Dante ci insegna che tutto il creato può essere rappresentato dalle parole, io però sono più petrarchesco per certi aspetti - e farne dei versi. È apprezzabile, certo, ma si corre il rischio di fare poesia in maniera indebita su qualunque cosa
  • Vincenzo Capitanucci il 26/12/2011 15:31
    Il caldo... il sudore... le grida.. un sentore di morte... Bellissima Maria Teresa.. un ottima poetica descrizione... con un bellissima chiusa... tagliente come un colpo di spada... alla nuca...

    (ho vissuto un po' in Spagna... in Andalusia... terra dei Tori.. ma mi son sempre rifiutato d'andare a vedere una corrida..)
  • Anonimo il 26/12/2011 12:12
    ... e le tue intense sensazioni mi sono arrivate con i colori forti e caldi e le grida di certi spettacoli. Sempre bello leggerti!

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