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A vigija de Natale

stanno ne lu jardinu
pe coje na rama de rusmarinu
e lu pesce cuscì sapurire
pe o cenone de Natale

vorgo l'occhi a lu palazzu vicinu
e su a finestra der seconno pianu
trovo lu sorrisu de Rosina
che me fa ciau co a manu.

È na dorce vecchina,
vive da sola, purina,
co na badante che je aiuta
poche ore a matina.

Mossa da spiritu de cumpassione
sapennola ne a solitudine
l'anvito a casa pe lu cenone,
ma issa, gentirmente s'arifiuta
e d'annà , n'attimu, su da lia m'emvita..

Appena junta, me porta la lu cucininu
dove sur tavulu, accanno a lu camminu
splenne na tovaja roscia
con sopra apparecchiatu
co nu piatto solu e na vuttia de vinu.

Pu ringrazziannome, commossa
me spiega che nun se senne sola
avennoce lu ricordu de li su cari
che pu morti li senne vij ed accanno
e che lu core sua anco vola
pensanno
alli baci de lu maritu mortu
che je dia a Natale e a Capodanno.

Piacevormente aggitata,
me spiega che spetta na telefonata
de lu fiju in Argentina,

poi co voce cristallina,
facenno notà lu presepe sopra lu camminu
me dice che nun può sentisse sola
se arzanno l'ochi vede lu Sacru Bambinu.

 

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7 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 26/12/2011 19:20
    Poesia che con il suo dialetto sprigiona una forza particolare che trascina il lettore sulle ali della fantasia, eppure sono tutte cose che si ottengono su questa terra con una semplicità naturale.

7 commenti:

  • Grazia Denaro il 21/01/2012 01:01
    Brava Loretta, poetare in dialetto non è facile, ma tu sei bravissima!
  • Salvatore Maucieri il 26/12/2011 20:29
    Sempre difficile poetare in dialetto. Ma non per te. Complimenti una gran bella opera. Ciao
  • loretta margherita citarei il 26/12/2011 20:27
    grazie di cuore per i vostri bei apprezzamenti, commossa
  • Anonimo il 26/12/2011 19:59
    che dolcissima poesia... brava lor solo tu puoi scrivere così bei versi commoventi e veri... ti abbraccio carla
  • roberto caterina il 26/12/2011 19:38
    Molto bella e commuovente, Loretta, questa poesia che trova nel dialetto una espressività particolare. Tra le tue migliori..
  • Giacomo Scimonelli il 26/12/2011 17:08
    un applauso all'autrice più completa di tutto il sito..
  • loretta margherita citarei il 26/12/2011 17:00
    traduzione dal dialetto umbro -spoletino

    intenta nel giardino
    a coglier rami di rosmarino
    e il pesce così insaporire
    per il cenone di Natale

    volgo gli occhi al palazzo vicino
    e sulla finestra del secondo piano
    trovo il sorriso acceso di Rosina
    che mi fa un ciao con la mano.

    È una dolce donna, molto anziana,
    vive da sola, poverina,
    con una badante
    che l'accudisce ogni mattina.

    Mossa da spirito di compassione
    facendomi pena la sua solitudine
    l'invito nella mia casa per il Cenone.

    Ma lei, gentilmente, rifiuta
    poi, ad andar nella sua casa m'invita.

    Giunta da lei
    mi guida verso il cucinino,
    dove sul tavolo, accanto al cammino
    splende una tovaglia rossa
    con sopra un solo piatto
    ed una bottiglia di vino.

    , Con dolcezza, commossa,
    pur ringraziando
    mi spiega il suo diniego

    dicendomi di non sentirsi sola,
    avendo nella mente
    il ricordo delle persone care
    che lei sente vive ed accanto

    e che ancor il suo cuore vola
    pensando
    al compianto marito
    quando soleva baciarla
    augurandole il buon Natale ed il capodanno.

    Aggiunge poi piacevolmente agitata
    che sta aspettando la telefonata
    dal figlio lontano, in Argentina.

    Si fa la sua voce cristallina
    quando mi fa notare
    anche il piccolo presepe sopra il cammino
    e con enfasi mi dice
    che non può sentirsi sola
    se alzando gli occhi
    vede il piccolo Gesù Bambino.

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