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La vita in un calesse

Chissà che cosa custodisce
fiero, fedele puledro
questo tuo inarrestabile
trottare di velluto
che accompagna amorevole il mio calesse
carezzando la città
senza ferirla
senza urlarle sulla pelle;
guarda
luccicano come mandorle
appena partorite
dal grembo di una giovane pianta
i volti di nuovi turisti
pronti ad assaporare con noi
l'estasi ballerina di un nuovo
inconsueto viaggio
cartoline itineranti
che coloreranno immagini
di fotogrammica commozione;
ti amo
come il primo giorno
in cui potei abbracciare i tuoi fasti
in un cono di luce complice
leggiadro, glorioso Colosseo
e amarti divenne per me
sempre più la missione incandescente
di farti amare
attraverserò piano
non temere
il dorso fatato della tua maestosità
per non svegliarti
so che,
vedendo il mio calesse
chiamerai a raccolta
i più bei raggi del sole
perchè si vestano a festa
e omaggino
chi soltanto è di passaggio
del profumo incontaminato
di indomabili gladiatori;
i fori imperiali sorrideranno
canteranno le colonne traiane
traboccanti di fasti immortali
al nitrire ribelle ma maestoso
del mio inseparabile compagno;
la natura
sa sempre parlare con la storia
in mille lingue
che ne custodiscono una soltanto
Roma

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7 commenti     0 recensioni    

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7 commenti:

  • Piero Simoni il 18/01/2012 17:52
    Poeticamente.. certo Roma (e anche altre città d'arte) sarebbe più apprezzata con meno auto e più carrozzelle!
  • Vincenzo Capitanucci il 06/01/2012 02:31
    amarti divenne per me
    sempre più la missione incandescente
    di farti amare


    Bellissima Cristiano...

    questo tuo inarrestabile
    trottare (in parole) di velluto
  • - Giama - il 30/12/2011 23:11
    Io mi sono goduto questo gioioso trottare lungo i sentieri dei tuoi versi!
    Veramente bravo!
    Complimenti Cristiano!
    Ciao Gia
  • cristiano comelli il 27/12/2011 23:46
    Stavolta, caro Ettore, non mi trovi d'accordo. Le carrozzelle sono sì qualcosa che nasce nel passato ma sicuramente qualcosa che consente di scoprire i fasti che lo hanno caratterizzato e lo caratterizzano in punta di piedi e con lo sguardo rivolto verso il futuro. Diceva chi ne sa assai più di me che non si può andare verso il futuro se non si conosce quanto si è stati in passato. Io trovo tanto fascinose le carrozzelle con quel loro fendere il rumore degli strombazzamenti inutili delle auto, quelli sì una modernità della quale farei volentieri a meno, e quel loro riportarci indietro nel tempo facendone assaporare la dolcezza in un modo originale e particolare. Unico neo che trovo nelle carrozzelle è il costo elevato di un giro a bordo di esse praticato dai loro conducenti. Questo disincentiva il turismo, e se Alemanno fosse un sindaco avveduto si preoccuperebbe anche di quest'aspetto. Se eliminassimo le carrozzelle, come qualcuno propone da tempo di fare, elimineremmo la possibilità di vedere Roma in modo davvero poetico. Quanto ai cavalli, concordo con te che vadano trattati in modo assolutamente umano e rispettoso. Anche qui il comune dovrebbe seriamente vigilare. Cordialità e auguri.
  • Ettore Vita il 27/12/2011 22:21
    Accecante e maestosa la luce sul colosseo. È la cosa che più mi ha colpito.
    Ma le poetiche carrozzelle per me sono un non senso... il tempo cammina e i simboli del passato dobbiamo archiviarli nei nostri ricordi.
    Io soffro a vedere i cavalli... e poi sporcano... dovrebbero magari avere percorsi specifici. Comunque complimenti per la composizione.
  • loretta margherita citarei il 27/12/2011 20:36
    le famose carrozzelle d'un tempo, testimoni di romantiche passeggiate, molto bella complimenti
  • Gianni Spadavecchia il 27/12/2011 15:59
    mettiamo i nuovi viaggi fatti
    nel salvadanaio di miele della vita,
    è bravissimo caspita! Complimenti, e cordialità!

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