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Elogio dell'immobilità

un'illusione immortale
accompagna sogni di progresso
che si dissolvono puntualmente
ad ogni brusco risveglio

un'illusione stoica
si nutre del desiderio di libertà
[in]opportune tesi d'uguaglianza
spazzate via dal vento di mulini

un'illusione folle
forgia eroi senza nome
tabernacoli di idee futuriste
martiri dal cuore ingenuo

un'illusione delusa
dalla propria inutilità
all'interno di media globali
che imprigionano la fantasia

un'illusione dimenticata
lascia un vuoto triste
che come sabbie mobili
ci sta inghiottendo

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • roberto caterina il 02/01/2012 12:39
    Verrebbe da dire, a capire il senso di questo poem, che l'illusione da coltivare sia quella "impossibile", dissociata per definizione da ogni eventuale delusione e stabilmente ancorata all'immobilità. Naturalmente non è sbocco positivo, ma forse adeguato all'inizio dell'anno quando in genere si formulano propositi quasi sempre irrealistici...

3 commenti:

  • mariateresa morry il 03/01/2012 11:56
    Leggendoti mi è venuta in mente la tesi in psicanalisi sul fatto che l'uomo tecnologico ( detto anche meccanico) alla fine è un necrofilo... il contrasto Natura- Tècne porta proprio a quello che hai scritto tu. Scusami per il commento un po' saputo, però la tua poesia su questo fa centro... bravo, ciao!
  • Alessandro il 02/01/2012 13:38
    La progressione tecnologica porta alla regressione morale e mentale, a un mondo alienante di comunicazioni artificiose. Lirica, scorrevole e pregna di significati.
  • Vincenzo Capitanucci il 02/01/2012 12:38
    La Natura... non ama i vuoti... tutto quello che il progresso tecnologico... realizza... son nostre capacità interiori...

    Bellissima Manì... a noi figli dell'illuminismo (tesi di uguaglianza)... e di un Platone-Plotino... di non farci ingoiare... nella sabbie mobili.. di un triste vuoto...

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